Zombie Girl: Blood, brains & rock'n roll

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Ver Sacrum C’erano una volta gli Icon of Coil…. bei tempi quelli; oggi invece abbiamo Combichrist e Zombie Girl, tanto per citare solo i due principali progetti in cui sono rispettivamente coinvolti Andy La Plegua e Sebastian Komor. Messosi in luce (si fa per dire) con il mcd “Back from the dead”, il progetto dei coniugi Komor giunge ora al “full lenght”, disco che ribadisce ed amplifica, vista la lunga durata, le pessime impressioni destate dal primo lavoro. Difficile prendere sul serio un disco come questo; ok l’ironia e l’immaginario horror-cinematografico a cui si rifanno tanto l’album quanto tutto il progetto Zombie Girl, ma chi ha bisogno di un disco così mediocre e scialbo? Se una o due canzoni possono anche divertire (“Dance of the headless corpse” l’avrei vista bene nella colonna sonora di un film di Tim Burton sullo stile “Nightmare before Christmas”), già a metà disco la noia la fa da padrona. Canzoncine veramente mediocri impostate su un’elettronica scolastica con inserti horror-rock-punk: troppi ingredienti, buttati nel calderone alla rinfusa hanno prodotto un piatto assolutamente indigesto. Non so se questo progetto sia nato da una volontà comune di Sebastian e di sua moglie Renee Cooper o se il nostro abbia dovuto/voluto assecondare un capriccio di lei, fatto sta che siamo indubbiamente al cospetto della pecora nera di tutti i progetti nati dalle ceneri degli Icon of Coil.

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