Ayabie: Virgin snow color

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Ver Sacrum Mmm, devo ammettere che ultimamente il Giappone va parecchio di moda a casa mia. A parte l’automobile (dopo anni di europee, nel 2000 ho compiuto il grande passo), non trascorre giorno che io e mia moglie ci imbattiamo in qualche nuova figurina di Goku, Vegeta o Gohan (nelle versioni normale o supersaiyan, boh!) od altri della combriccola Dragonballz, eppoi ci si sono messi di mezzo pure i nostri nuovi beniamini della scena Visual Key! Dopo la scolastica intro “Virgin snow color” (mi ha vagamente rimembrato una versione acoustic di “Video killed the radio star” di bugglesiana eredità, eseguita dal solo Geoffrey Downes… forse era proprio un bootleg giapponese degli Asia, combinazione!), ci pensano “Shine” e la sparata “Lapis Lazuli” a meglio definire i contenuti del dischetto. Ci troviamo di fronte al solito impasto al quale gli alfieri della VK (un programma in onda sul digitale terrestre passa spesso i loro video, esploratelo!) ci hanno ormai adusato, ovvero punk/goth/nu-metal/post-metal/crossover… triturati in un unico mortaio! “Kotonohanoru” è nu energizzato, col batterista a fare gli straordinari ed urla belluine ad abbellire (?) il tutto, poi si passa alle a dir poco sconcertanti “Hinata” (da sigla di cartoon, ridicola nel cantato e nella struttura) e “Mefish no uta, koigarano suihou” (ballad da diabete assicurato). Ma ci pensa “0010” a ristabilire dignità a “VSC”, qui Korn/Limp Bizkit/Slipknot andrebbero a spasso! Chitarrona potente, inserti elettro micidiali stop-and-go. Lincipit di “AZ” non è incoraggiante, poi irrompono gli strumenti, e tutto si assesta, risolvendosi in un bel pezzo alterna, chiudono “Ancient-tree” (pop-rock carino, senza infamia nè lode) e “Hoshihuru ohanashi” (riempitivo e nulla più). A proposito, a mia figlia gli Ayabie sono piaciuti alquanto, sarà per il look a dir poco forte (sono fanciulle o maschietti? A tal punto androgini, che qui non si capisce nulla!): colorati, sparatissimi, ultra-glamour da far impallidire certi efebici modelli di Vogue, i quattro non per nulla assomigliano, almeno nelle espressioni, ai citati eroi di carta! Tutto sommato, a me non dispiacciono, ma si sa che coi nipponici sono ormai di parte. Non dei fenomeni, decisamente inferiori a Merry, Dir En Grey o Kagerou (R.I.P.), certo, ma neppure da condannare a priori!

TagsAyabie
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