Brillig: The Plagiarist

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Ver Sacrum Ecco il disco che fa per il sottoscritto! Innanzi tutto la vocina di Matt Swayne (credetemi, non è Brett Anderson degli Suede che canta, eppure ci siamo vicini!), eppoi quelle atmosfere melliflue, ruffianissime, pregne di eleganza e di ostentato , tutto è al suo posto! “Truth or dare?” m’aveva già trafitto quand’imbattei nella splendida e ricchissima (di contenuti e qualità) “A compilation 2” della track-list della quale fece parte, la lenta e decadente title-track assesta al mio povero cuoricino provato il fatal colpo di grazia, fra visioni d’un Oriente lontano (le “Visions of China” dei Japan di David Sylvian?) e fondali adamantini d’un mare immoto, “Nihilist” è (dark)-glam-pop a la Placebo, le chitarre graffiano incrociando pure certi Flamingoes, quelli più composti e meno impulsivi, il lavoro di Denni Meredith al basso è notevole, Swayne si conferma cantante degno, “Escher” concede le luci della ribalta alla brava Elizabeth Reid, dal timbro seducente, ed è ancora una volta mirabile sintesi di classe e di bravura. Tutto qui, il disco ha un solo difetto, è un mini… Preciso che le prime due canzoni le riascolteremo sull’imminente nuovo lavoro del terzetto, quel “Mirror on the wall” che già si preannuncia imperdibile, che la numero tre e la numero quattro sono state estratte da “Pterodactyls”, disco lungo del 2003, e che v’è pure una traccia video, la versione acustica di “Followed” (da “Finders keepers, losers weepers”, acoustic-EP del 2003). Ri-schiaccio il tasto play!

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