La Playlist 2006 della Redazione

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Con i migliori auguri di buon anno la Redazione di Ver Sacrum presenta le proprie scelte del 2006. Restate in attesa perché a giorni anche la Playlist di voi lettori sarà in linea. Buona lettura!

Ankh | Candyman | Christian Dex | Grendel | Hadrianus | Kaonashi | LilleRoger | Manfred | Mircalla |S*Tox
Ankh
Per il sottoscritto il 2006 è stato una sorta di anno di transizione: dei cinque album in classifica, ben quattro sono di gruppi storici; ben poche le sorprese, quindi. Inarrivabile l’ultimo, meraviglioso CD dei Coil: un addio più intenso non era immaginabile.

Bellissimo anche il ritorno dei Current 93 alla loro vena migliore, dopo un periodo fin troppo lungo. Dei Qntal c’è da fidarsi ciecamente, questo mi è ormai chiaro: fino ad oggi non hanno fatto nemmeno un passo falso e c’è da augurarsi che continuino così. Una delle pochissime sorprese dell’anno è stato Volk dei Laibach: folle l’idea, nuova la forma musicale, è un disco che ho faticato un po’ ad apprezzare ma alla fine ne è valsa la pena. Chiude la classifica l’opera di uno dei gruppi più interessanti e personali dell’intera scena, che prosegue la sua strada che, spero, possa dar loro le soddisfazioni che meritano.

Qualche citazione da aggiungere: gli Initial Prayer (outsider assoluti capaci di stupirmi con il loro disco di esordio), Raison D’Être (molto bello ma forse un po’ di maniera per il geniaccio nordico), Sally Doherty (fuori classifica solo perché si tratta di una compilation) e, ultimi ma non ultimi, gli Arpia (che si sono battuti fino all’ultimo per la quinta posizione, vinta dai Letatlin perché mi faceva piacere premiare un gruppo all’esordio). Arrivati troppo tardi nei pressi dei miei padiglioni auricolari i bei lavori di Ataraxia e Dark Sanctuary.
Sempre in ambito musicale, non ho dubbi sul concerto più bello ed emozionante: Qntal e Unto Ashes stravincono la competizione; unico dispiacere, non essere riuscito a vedere i Laibach a Bologna.
La scelta del libro è sempre difficile: mi ha divertito molto più di quanto mi aspettassi la lettura de Il discepolo ma direi che è anche il caso di segnalare la pubblicazione, negli ultimi mesi dell’anno, delle due biografie crowleyane: Fai ciò che vuoi di Lawrence Sutin e La Bestia 666 di John Symonds, versione rivista e aggiornato dell’ormai introvabile La grande bestia.
Infine al cinema: ben pochi i miei accessi alle sale cinematografiche quest’anno, ma Crossing the bridge mi ha colpito veramente molto; unico contatto con le tematiche trattate da Ver Sacrum è la presenza di Alexander Hacke Degli Einstürzende Neubauten ma vivere Istanbul con lui è un’esperienza che vale la pena di vivere.
Non mi resta che concludere questo lungo monologo con gli auguri per uno splendido, intenso e fortunato 2007!

Album


  1. Coil: The Ape of Naples
  2. Current 93: Black ships ate the sky
  3. Qntal: V: The silver swan
  4. Laibach: Volk
  5. Letatlin: La sepoltura delle farfalle

Concerto


Unto Ashes – Qntal @ Kesselhaus Berlin

Libro


Il Discepolo di Elisabeth Kostova

Film


Crossing the bridge – The sound of Istanbul di Fatih Akin

Candyman
Anche quest’anno è stato difficile per il sottoscritto scegliere solo 5 dischi tra le tante uscite interessanti del 2006; una “Top 10” avrebbe meglio assecondato i miei gusti e così mi permetto di citare altri dischi pregevoli come Nera, album d’esordio di Rome, Coroner’s Sun di Kirlian Camera, Devant le miroir di Derniere Volontè, Artificial Soldier dei Front Line Assembly e Double Crosser dei Seabound.

Sul fronte cinematografico, proprio quando avevo ormai deciso di assegnare la mia preferenza a Slevin-Patto Criminale, (film visto senza troppe aspettative e che invece si era rivelato avvincente dall’inizio alla fine), la visione del recentissimo The Prestige (uscito nelle sale venerdì 22 dicembre) mi ha folgorato e mi impone di “eleggerlo” a miglior film dell’anno. Il regista di Memento torna ai livelli del suo film più famoso, portandoci nella Londra vittoriana e narrandoci della rivalità tra due illusionisti, con una narrazione avvincente a cavallo tra il thriller ed il fantasy.

Temi come l’ossessione, l’invidia e la rivalità sui binari paralleli della scienza (Edison e Tesla) e della fantasia (i due illusionisti interpretati da Hugh Jackman e Christian Bale), fanno di The Prestige un’opera magistrale. Altri titoli a mio avviso meritevoli di menzione sono Volver, Inside Man, Romanzo Criminale, La sconosciuta e Babel.

Grande incertezza anche nella scelta del concerto migliore, tra i tanti ottimi visti quest’anno; la scelta cade sul più recente, che ha ribadito la grandezza “live” dei Laibach anche quando alle prese con un disco non certo semplice come Volk. Anche in questo caso però, un nome è troppo poco e quindi voglio citare i concerti di Muse, Depeche Mode, Diamanda Galas, Bauhaus (tutti visti a Milano) e Feindflug (Wave Gotik Treffen di Lipsia): artisti diversissimi tra loro, ma tutti a loro modo capaci di offrire spettacoli di grande intensità.

Album


  1. In Strict Confidence: Exile Paradise
  2. Spiritual Front: Armageddon Gigolò
  3. Ordo Rosarius Equilibrio: Apocalips
  4. Covenant: Skyshapers
  5. Mesh: We Collide

Concerto


Laibach – 16 dicembre, Estragon (Bologna)

Film


The Prestige di Christopher Nolan

Christian Dex
Questo 2006 non sarà ricordato da me per le sue uscite musicali anche se non sono mancate cose di ottima qualità, come quelle che ho qui citato. I Killing Joke hanno confezionato un vero capolavoro, energia pura e potenza granitica unite in sofisticati arrangiamenti.

Da Íon è arrivata l’univa vera sorpresa dell’anno: un CD spiazzante per bellezza e raffinatezza. L’album dei Laibach mi ha lasciato inizialmente perplesso ma il tutto ha acquisito un senso dopo il loro splendido concerto (vedere di seguito). I Current 93 sono un gruppo che non ho mai seguito molto, né sono un amante del cosiddetto “folk apocalittico”, ma il loro ultimo CD è di una bellezza tale da non poter essere ignorato.

Infine un plauso speciale a Bahntier che con Blindoom si affranca dal rumorismo “duro e puro” e ci regala un album che farà la gioia degli appassionati dell’electro-industrial di qualità. Se volete saperne di più sulle cose che ho escluso vi rimando ad un post del mio blog (vi invito anche a lasciarmi dei commenti per farmi sapere se siete o meno d’accordo con me).
Per il concerto ho già detto: i Laibach hanno presentato Volk dal vivo in modo fantastico. Non posso poi non citare le loro procaci coriste!
Come miglior libro sono molto felice di segnalare un volume di Eraldo Baldini, uno dei miei scrittori preferiti che però in qualche sua opera mi aveva deluso. Come il lupo è invece un convincente ritorno alle atmosfere del “gotico rurale” che gli sono più congeniali.
Infine per il film scelgo un ex-aequo (che non poteva mancare…): Syriana è una pellicola avvincente ma soprattutto intelligente nel suo cercare di mostrare senza manicheismi i veri interessi dietro al cosiddetto “scontro di civiltà”; bellissima e poetica è poi La spina del diavolo, una pellicola del 2001 ma uscita da noi solo la scorsa estate, a mio avviso uno dei più riusciti film “di genere” degli ultimi anni.

Album


  1. Killing Joke: Hosannas from the Basements of Hell
  2. Íon: Madre, Protégenos
  3. Laibach: Volk
  4. Current 93: Black ships ate the sky
  5. Bahntier: Blindoom

Concerto


Laibach ad Amburgo

Libro


Come il lupo di Eraldo Baldini

Film


ex-aequo: Syriana/La spina del diavolo di Stephen Gaghan/Guillermo del Toro

Grendel
Quest’anno ho avuto grandissime difficoltà nello scegliere gli album da inserire nella mia playlist, ma come potrete immaginare si è trattato di un “problema” molto relativo…

Il numero uno se lo meritano senza dubbio gli svedesi Deathstars ed il loro Termination bliss, un disco che tuttora ascolto a ripetizione e che mi piace ogni volta di più, dato che rappresenta (almeno per i miei gusti…) il mix perfetto tra potenza, aggressività e melodie super-accattivanti. Al secondo posto ci sono i My Chemical Romance con The black parade, altro cd che non mi stanco mai di sentire e dal quale, a mio parere, fior fiore di formazioni della scena emo-goth cercheranno di scopiazzare il più possibile nei mesi a venire!

Una posizione più in basso sta il pur ottimo Decemberunderground degli AFI, una band che ha spianato la strada a moltissime altre e che è formata da personaggi davvero in gamba (del resto come potrebbe non essere tale il loro cantante Davey Havok, uno che si è tatuato sul polso dei cuoricini contenenti le lettere “M”, “O” e “Z”?!?), mentre al quarto posto ho inserito Define the great line degli Underøath, pazzesco gruppo screamocore che scrive canzoni catartiche e ammalianti, ma di una pesantezza inaudita!

Per concludere ci sono i Covenant e il loro Skyshaper (ovvero l’unico lavoro dell’area “electro-EBM postmoderna/danzereccia” che è riuscito a convincermi tra quelli pubblicati ultimamente…), ma se devo essere onesta la quinta posizione se la sarebbero meritata pure gli ultimi album di Thursday, From First To Last e Katatonia, davvero intensi ed emozionanti.
Anche per quanto riguarda i concerti la scelta è stata estremamente difficile, difatti di cose belle ne ho viste parecchie (i già citati Deathstars e gli Underøath, per esempio, sono entusiasmanti pure dal vivo!), ma la mia preferenza va ai Ministry, protagonisti di un magnifico show che si è tenuto a Rimini lo scorso ferragosto, e che definire “infuocato” (termine da intendersi non soltanto in senso letterale!) sarebbe riduttivo.
Per concludere dirò che il libro che ho più apprezzato tra quelli letti quest’anno è la biografia dei Clash scritta dal giornalista Pat Gilbert, una lettura interessantissima e coinvolgente, da consigliare ai fanatici del punk “old-school” e a tutti quelli che pensano che “musica” può anche essere sinonimo di ribellione, controcultura e stile di vita.

Album


  1. Deathstars: Termination bliss
  2. My Chemical Romance: The black parade
  3. AFI: Decemberunderground
  4. Underøath: Define the great line
  5. Covenant: Skyshaper

Concerto


Ministry, 15 agosto 2006, Rimini, Velvet

Libro


The Clash – Death or Glory di Pat Gilbert

Hadrianus
Fine dicembre… Tempo di somme, di bilanci e di… playlist! Eccomi di fronte al dilemma, e che tormento, ovvero assolvere il compito, io che vivo nell’incertezza, nel ripensamento, nel dubbio perenni, di stilare la classifica personale del meglio di quanto accaduto nell’anno morente, e sicuramente fra qualche giorno mi pentirò, almeno in parte, per quanto qui ho esteso! Allora musica (maestro)!

Sintetizzare in cinque-posizioni-cinque quello che è stato il top del 2006 non è certo facile impresa. Quanti dischi sono scivolati via via nel lettore, quante belle canzoni mi hanno allietato (mi limito alle sensazioni positive, considerato che trattiamo solo il bello dei mesi appena trascorsi). Scontata decisione: me la cavo limitandomi ai soli gruppi italiani (e dire che un tempo mi diagnosticarono un’affezione da esterofilia acutissima). Con una precisazione: gli insieme menzionati si piazzano lì in cima perchè effettivamente hanno espresso, sempre ad humilissimo parer di chi si firma, dei lavori di elevato livello, tali da farli preferire agli storici Killing Joke ed alla sorpresa Reliquary, agli In Strict Confidence ed ai Flint Glass, od anche ai mainstream My Chemical Romance, tanto per citarne alcuni di “foresti”.

Bravi i Belladonna, se la sorte li assisterà certo assurgeranno a meritata gloria (e noi potremo allor far sfoggio d’orgoglio, anche se il merito principale ovviamente solo a loro va ascritto, e proclamare che “ve l’avevamo detto”!), per quanto riguarda RAN, Dope Stars Inc. ed Ashram i miei sentimenti sono già stati puntualmente esternati in sede di recensione, non vorrei tediarvi ripetendomi, chi mi legge da tempo mi conosce; gli Arpia proseguono lungo un percorso artistico impervio, amalgamando nelle loro rade, ma valentissime uscite tecnica esecutiva ed intelligenza espositiva.
Cinema: anche quest’anno non ho trovato il coraggio di varcare le soglie di una sala, troppo asettiche quelle d’oggidì, non che qualche titolo non abbia solleticato il mio interesse, ma tant’è, ormai è fatta.
Libri: credetemi, amici miei, non c’è un titolo, dico, nemmeno uno che mi abbia a tal punto impressionato dal poterlo iscrivere in questo mio consuntivo. Che sia la vecchiaia, che mi rende querulo ed esigente? Ho dedicato ampia porzione del 2006 alla ri-lettura di alcuni classici che hanno accompagnato la mia formazione: Huysmans, D’Annunzio, Baudelaire, Flaubert, Mishima, Wilde. Forse il confronto con questi titani, forse la rimembranza della giuovinezza, chissà, avrà influito sui guidizi…
Concerto: Bauhaus, Lignano Sabbiadoro, 14 agosto. Il plettro di Mr. David J è qui davanti, a rinnovellar le gioie provate quella sera. Si, sono proprio un maledetto, vecchio nostalgico.
Amen, amici miei, che il 2007 rechi con sè quelle intime gioie che riescono ancora a render piacevole l’esistenza.

Album


  1. Belladonna: Metaphysical Attraction
  2. Ashram: Shining silver skies
  3. Dope Stars Inc.: Gigahearts
  4. Arpia: Terramare
  5. Ran: Ran

Concerto


Bauhaus – Lignano Sabbiadoro 14.08.2006

Kaonashi
Anno senza grandi emozioni per questa playlist. Concerti memorabili pochi; Max Raabe e la Palast Orchester benché siano stati deliziosi meritano solo una menzione su questa nota e purtroppo non un posto d’onore sulla lista.
Devo purtroppo forzare la regola sui libri dell’anno: dirò dei libri che ho letto questo anno e non quelli usciti. “Il libro” di Thompson è difficile da descrivere a meno di non farsi delle stesse sostanze di cui si fanno i due protagonisti, ad esempio in stretto ordine alfabetico così come riportate nel comodo dizionarietto accluso alla fine del volume: dalla DMT (Dopamina Stardust) alla Thorazina. Il che è come riassumere l’arco della narrazione con la prima e l’ultima frase:
da “Eravamo dalle parti di Barstow al limite del deserto quando le droghe cominciarono a fare effetto” fino a “Mi feci un’altra bella tirata di popper e arrivai al bar col cuore colmo di gioia. Mi sentivo come una mostruosa reincarnazione di Horatio Alger…un uomo in marcia, abbastanza malato da avere fiducia in tutto”.
Mr. Lee ha preso questa sceneggiatura di Gewirtz e l’ha resa un film “vero”, con Denzel Washington che sembra sparare battute come ancora suonasse la tromba in Mo’ Better Blues: liscio, caldo, tagliato a pezzetti e incastrato nel modo giusto.
Altre cose: Ogni cosa è illuminata di Schreiber, Nuovomondo di Crialese e …devo dirlo, ma è una cosa un po’ gothic quindi va bene, no? La maledizione del coniglio mannaro.
Che dischi sono usciti questo anno? Non ho idea e non è per snobismo, credete.

Libro


Paura e disgusto a Las Vegas di H.S Thompson

Film


Inside man di Spike Lee

LilleRoger
Difficile scegliere “i migliori” in un intero anno, soprattutto in questo 2006 che ha riservato ottime sorprese, gradite conferme, e scoperte insperate.
Nella decina di pellicole che quest’anno mi hanno appassionata, scelgo Volver in quanto la più toccante, capace di trasmettere un range di emozioni unico: una bellissima storia di complicità femminile che resiste ai piccoli e grandi drammi della vita, che nemmeno la violenza più grande può minare.
Riguardo le uscite discografiche, ho avuto invece le idee abbastanza chiare dall’inizio, non solo per la passione ormai radicata che mi lega alla “ritual muzik” di This Morn’Omina, ma anche perché, con gli anni, la loro musica va sempre “oltre”, prosegue in un preciso cammino arricchendosi di un’intensità sempre maggiore, in un vortice ritmico quasi da trance che al momento non conosce nessun (audace e inutile) tentativo di imitazione.
E , nella difficile scelta de miglior concerto, il fantastico live di TMO a Modena sarebbe stato in pole position, se una settimana dopo la mia iniziazione live ai Laibach non fosse stata così intensa e devastante… spettacolare, dalla corposità dei suoni all’aspetto visivo, fino a un’interazione con il pubblico che mai mi sarei attesa, per quasi due ore che sono stata contentissima di vivere lì, in quel contesto, con uno dei miei primi amori in ambito “marziale” on stage. E ancora, menzioni d’onore a Feindflug, Echo West, Spiritual Front in quel di Lipsia, Bauhaus a Milano, Welle:Erdball in quel di Utrecht, la divina Diamanda Galas… e sicuramente qualcosa mi sarà sfuggito…
Mi/vi auguro un 2007 altrettanto ricco di emozioni, sperando che la nostra disgraziata Italietta torni ad ospitare eventi di un certo livello… e che la passione per la musica non la finisca subissata dal fashion imperante. Ossequi!

Album


  1. This Morn’Omina: Les passages jumeaux
  2. Spiritual Front: Armageddon Gigolò
  3. Rome: Nera
  4. Ordo Rosarius Equilibrio: Apocalips
  5. S.K.E.T.: Baikonur

Concerto


Laibach – Estragon, Bologna – 16/12/06

Film


Volver di Pedro Almodovar

Manfred
2006: un anno pieno di cose viste, lette, ascoltate. Ma forse che non ha offerto nulla di veramente memorabile: che fatica, stavolta, mettere insieme sensazioni e ricordi.
La musica è forse quella che mi ha dato meno soddisfazioni, comunque la prima scelta va al lavoro dei KJ perché hanno dimostrato come si possano attraversare gli anni senza invecchiare. I Deathstars, invece perché offrono potenza, pulizia, accattivante melodia, e quella superficialità di cui ogni tanto si ha proprio bisogno.
Quasi nulla, invece, la mia frequentazione degli eventi live: ho scelto comunque i Discharge. Intendiamoci, il concerto in se non è stato neanche un granché, complice anche una qualità del suono francamente imbarazzante, ma che emozione vedere per la prima volta uno dei miti della mia gioventù…
Il libro della Aubert non è proprio una novità, risale al 2000, ma io l’ho letto nel corso del 2006 e per questo l’ho inserito: uno pyscho-noire magistrale, con una incredibile “detective per caso”, Elise, paralizzata cieca e muta; un’impietosa vivisezione della vita di una borghese banlieu parigina, una sorta di Peyton Place insanguinata.
Al cinema, la palma, dopo vari tentennamenti, va al sorprendente e crudele film del grande Nolan. Degni di citazione sono poi i due Del Toro (miracoli della distribuzione italiana) La Espinoza del Diablo e Il labirinto del Fauno, la Lady in the water del mio prediletto Shyamalan che quest’anno non mi ha convinto del tutto, i passi estremi di Tornatore ne La sconosciuta, la caparbietà di Michele Soavi in Arrivederci amore, ciao, il coraggio di un linguaggio personale del Crialese di Nuovomondo. Una menzione speciale, poi, per La notte del mio primo amore opera prima di Alessandro Pambianco, che ha avuto l’ardire di piazzare nelle sale di un’Italia agostana un omaggio inaspettato allo slasher-teen horror americano degli anni ’80, praticamente autoprodotto e con giovani attori o esordienti e quasi sconosciuti.
Per finire, fra le categorie che ostinatamente continuiamo a lasciare fuori dalla playlist, il teatro con lo strepitoso Le lacrime amare di Petra von Kant di Fassbinder, messo in scena dal sempre più grande Antonio Latella.
All’anno prossimo, allora…

Album


  1. Killing Joke: Hosanna From The Basements Of Hell
  2. Deathstars: Termination Bliss

Concerto


Discharge – Roma dicembre 2006

Libro


Favole di Morte di Brigitte Aubert

Film


The Prestige di Cristopher Nolan

Mircalla
In campo musicale non ho dubbi ad assegnare la palma del migliore ai Current 93 che hanno realizzato un album davvero al passo dei loro lavori migliori. Il secondo posto se lo aggiudica con onore Spiritual front che mi ha davvero stupito per la capacità compositiva e la maturità artistica raggiunta nel suo nuovo lavoro, mentre la terza piazza va ai Laibach che con il loro album di inni nazionali si dimostrano ancora una volta dei folli assolutamente geniali.

Seguono a ruota gli americani Unto Ashes con il lor bel lavoro che mescola abilmente sonorità medievali, darkwave, apocalyptic folk, heavenly voices e sperimentazione, e per finire non potevano mancare i miei amati Qntal, che come sempre hanno realizzato un album di altissimo livello, anche se forse meno interessante dei precedenti.
Il miglior film se lo aggiudica il regista coreano Park Chan-wook, con la terza parte della sua trilogia, di cui avevo già premiato lo scorso anno Old Boy, mentre per i libri mi vedo costretta ad un ex-aequo tra due romanzi completamente diversi ma entrambi appassionanti, uno contemporaneo, della “darkissima” Isabella Santacroce, e l’altro di un grande autore dell’Ottocento, l’inglese Wilkie Collins, maestro del mistery romance.
Infine tra i pochi concerti visti quest’anno i Laibach si sono mostrati di gran lunga i più grandi.

Album


  1. Current 93: Black ships ate the sky
  2. Spiritual Front: Armageddon Gigolò
  3. Laibach: Volk
  4. Unto Ashes: Songs for a Widow
  5. Qntal: The silver swan

Concerto


Laibach ad Amburgo

Libro


ex-aequo: Zoo/La donna in bianco di Isabella Santacroce/Wilkie Collins

Film


Lady Vendetta – Sympathy for lady vengeance di Park Chan-wook

S*Tox
Ragazzi!! Che anno il 2006!! Non lo dimenticherò mai!! Non potrò dimenticarlo!

Tante … troppe forse le vicende personali che come un ciclone si sono abbattute sulla mia vita (meno tranquilla di come appariva, comunque!). Un fiume in piena che mi ha travolto! I Placebo sono stati la colonna sonora di questo tumultuoso periodo della mia età, le loro dolci/acide melodie mi hanno accompagnato nei vari momenti di paura, tristezza, gioia, ribellione. La mia preferenza per il loro cd è quindi emotiva, sentimentale e non tecnica, anche se comunque la loro opera ed il loro concerto lucchese meritano una sottolineatura anche per quello che, oggettivamente, sanno fare. Killing Joke, Current 93 e Coil sono da sempre tra i miei ascolti preferiti e le loro ultime realizzazioni, davvero pregevoli, non potevano che sollecitarmi ad evidenziarli in cima tra le mie preferenze musicali dell’anno ma, anche per stupire, voglio nondimeno ricordare le giapponesine simpatiche e bravissime – secondo me – Teresa 13, con il loro sound sperimentale per nulla banale.
Il cinema l’ho sinceramente frequentato poco e quello che ho visto non merita citazione, preferisco per onestà lasciare vuoto il relativo spazione nella playlist, mentre tra le mie letture ho voluto innalzare un libro che sicuramente non incontrerà le simpatie di tanti che lo leggeranno, ma che per me è davvero importante … per chi come me un tempo ha vissuto le barricate “dall’altra parte”, prima che maturassero certe consapevolezze che oggi mi inducono ad operare i dovuti distinguo.

Leggere una ricostruzione storica di quegli omicidi politici dimenticati perché le vittime appartenevano ad un ambiente socio-culturale a sua volta ai margini e sovente troppo superficialmente criminalizzato mi ha evocato i clamori di certi rumori di piazza che oggi – fortunatamente o sfortunatamente, non so! – non si odono più.

Il ricordo di tempi in cui per un ideale – forse sbagliato … in tutto o in parte – si poteva morire, mi commuove per il suo stridore con l’immagine che il mondo della politica di oggi – da destra a sinistra – esibisce: volti di cui volentieri vorremmo fare a meno e tante parole ipocrite e prive di vita che non meno volentieri non vorremmo udire. … tutto qui!

Album


  1. Placebo: Meds
  2. Current 93: Black Ships Ate The Sky
  3. Killing Joke: Hosannas From The Basement OF Hell
  4. Coil: The Ape Of Naples
  5. Teresa 11: Smoky Heaven

Concerto


Placebo a Lucca

Libro


Cuori Neri di Luca Telese

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