Collection d'arnell-andrea: Exposition (Eaux fortes et méandres)

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Ver Sacrum Exposition (Eaux fortes et méandres) è l’ultimo lavoro dei Collection d’arnell-andrea, storico gruppo francese, attivo dalla fine degli anni ottanta, che ha sfornato nel corso della sua carriera dei lavori davvero memorabili, a partire da Les marroniers e Viller-aux-vents fino a Tristesse des Manes, con la sua caratteristica musica che viaggia tra l’ethereal, il neoclassico e la cold wave romantica tipicamente francese. La svolta più “rock” del loro ultimo CD The Bower of Despair del 2004 non mi aveva del tutto convinta e pertanto sono stata molto contenta di constatare come invece con questo nuovo album il gruppo sia nuovamente tornato a quei livelli eccelsi che lo hanno contraddistinto nel corso degli anni. “Cambiamento nella continuità” è il termine più adatto secondo me per definire questo lavoro che mescola sapientemente le tipiche atmosfere del gruppo a sonorità fortemente elettroniche, in un’alternanza tra episodi prevalentemente romantici e sofisticati ed altri decisamente oscuri e potenti, grazie ad un perfetto intreccio di strumenti acustici e di riff elettronici. Sopra a tutto comunque si evidenzia ancora una volta la capacità dei Collection di creare delle perfette melodie, che anche nei pezzi più potenti risultano sempre in primo piano, grazie in particolar modo all’apporto della splendida voce di Chloe. Molto azzeccata a mio parere è stata inoltre la scelta in alcuni brani, come “Les sombres plis de l’âme” e “The long shadow”, tra i migliori del CD, di far accompagnare la suadente voce della cantante con un coro di voci maschili che aggiungono ritmo e trasmettono un senso di potenza e forza alla musica. Da segnalare poi altri pezzi che si discostano un po’ dai loro tradizionali suoni come la potente “The monk on the shore”, “I can’t see your face”, ballabile e dalle sonorità decisamente elettroniche, “Crown of golden corn” e “The island of the dead”, che rimandano al gothic classico di fine anni ’80. Interessante anche il “concept” che sovrasta l’album, ovvero l’idea di fare un'”esposizione” di pittura, trasferendo in parole e musica 11 quadri dell’800 e del’900, tra cui alcuni capolavori come l’Isola dei morti di Bocklin (“The island of the dead”) o l’Ofelia di Millais (“L’eau des Mauves”). Un CD dunque veramente di pregio, che conferma come i gruppi davvero bravi siano capaci nel corso della loro carriera di cambiare e di evolvere pur rimanendo sempre fedeli a loro stessi.

Per informazioni: http://www.prikosnovenie.com/
Web: http://cdaa.free.fr/
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