Faun: Totem

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Talvolta capita che di un CD si abbia un’opinione ancor prima di tirarlo fuori dalla sua custodia, opinione che viene immediatamente smentita già dal primo ascolto. E’ ciò che è successo a me per questo nuovo lavoro dei Faun, un gruppo di cui avevo già ascoltato un precedente CD (Renaissance) e che avevo un po’ sbrigativamente catalogato nel novero delle formazioni dedite alla riscoperta filologica della musica medievale. Non che il genere sia per me totalmente indigesto, ma pur riconoscendo la validità di molte proposte in questo campo (due nomi su tutti: Corvus Corax ed Estampie) non si tratta di un tipo di ascolto completamente congeniale alle mie corde. Mi piacciono molto di più le situazioni in cui la musica antica si contamina con altre sonorità, etniche o moderne (Qntal, Unto Ashes, Ataraxia, per non parlare dei maestri per eccellenza, ovvero gli inarrivabili Dead Can Dance). L’approccio totalmente ortodosso alla musica antica è sì piacevole in alcuni contesti (le feste medievali ad esempio) ma in una situazione normale d’ascolto questi gruppi finiscono per annoiarmi un po’. Insomma, avevo già pensato che Totem fosse un CD da passare a Mircalla (molto appassionata invece del genere succitato) quando invece il suo suono mi ha conquistato completamente. Sono riandato ad ascoltare Renaissance per confronti e ho trovato una parziale conferma alle mie supposizioni: in Totem i Faun hanno maggiormente dato sfogo al loro estro, confezionando dieci pezzi in cui la musica medievale è una delle ispirazioni ma non la chiave di lettura principale del disco. Non è un caso quindi che tutte le composizioni musicali siano opera del gruppo, che non ha ripreso alcun brano dalla tradizione antica, cosa che invece era accaduta in Renaissance (che conteneva ad esempio riprese dai Carmina Burana e da vari traditional). L’album è anche molto vario e presenta pezzi che potranno piacere a un’audience abbastanza estesa che comprende non solo gli amanti della musica antica ma anche chi ascolta wave eterea e neo-folk. A testimonianza di questa varietà si ascoltino per il genere “antico” la dolcissima “Unicorne”, “KaRuna”, un bellissimo “salterello” in pieno stile medievale, o “Tinta” ispirata alla musica tradizionale spagnola. Marcatamente wave è invece “2 Falken”, un riuscitissimo pezzo in cui l’elettronica si sposa magistralmente ai suoni acustici degli strumenti a corda: il risultato è davvero straordinario, con sonorità aspre quasi in stile “industriale”, se la definizione non fosse un po’ ridicola se associata ai Faun. In stile neo-folk sono invece “Rad” e “November”, un brano che mi ha ricordato alcune cose degli Orplid. Per “Gaia” siamo invece nei territori della musica rituale, con percussioni tribali in primo piano. In generale il lavoro sui ritmi dell’album è davvero eccellente e si distingue per una sapiente scelta dei suoni sia acustici che sintetici. Totem ci mostra i Faun in forma davvero smagliante, capaci di comporre musica bellissima e personale allo stesso tempo. Davvero una delle rivelazioni di questo 2007 per ora assai avaro di scoperte. P.S.: da menzionare è poi la presentazione dell’album, in una confezione digipack di raro gusto, in cui tutti i testi (cosa graditissima) sono riprodotti sia nella lingua originale che nella traduzione in inglese.

TagsFaun
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