Grendel: Harsh Generation

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Ver Sacrum E’ da alcuni giorni che cerco di scrivere questa recensione, senza riuscire a trovare la giusta ispirazione, probabilmente perché non sono ancora riuscito a farmi un’idea precisa su questo cd… I dischi di Grendel mi sono sempre piaciuti ed anche “Harsh Generation” non è certo un brutto lavoro, ergendosi di una spanna sopra tanti altri gruppi del filone “harsh”, a dimostrazione che non tutto ciò che ne fa parte sia da buttare. Già, ma il punto è che questo disco era stato presentato preannunciando una svolta stilistica, delle innovazioni nel sound del progetto olandese, ecc… Ebbene, io francamente non vedo traccia di tutto ciò! Siamo davanti a quello che è, ripeto, un buon disco, ma è pur sempre un disco “100% Grendel-style” e mi pare innegabile che ascoltando molti (troppi) brani si abbia la sensazione di essere al cospetto di versioni alternative di “Soilbleed”. L’album è zeppo di hits, tanto che mi pare superfluo citare qualche titolo, i djs avranno solo l’imbarazzo della scelta, ma anche questo è sinonimo dell’estrema ripetitività del sound di questo album: prese singolarmente tutte le tracce che lo compongono sono assai valide, ma l’ascolto integrale del cd mi pare risultare un po’ noioso. Sul cd2 (ammesso che riusciate a reperirlo, visto che la Infacted lo annuncia “sold out” mentre scrivo queste righe), la consueta (e a mio avviso superflua) passerella di remix. Un disco contraddittorio, piacevole ma tutt’altro che innovativo… e io continuo a chiedermi se mi è piaciuto o no.

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