In Mitra Medusa Inri: Kalte Farben

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Ver Sacrum Il nuovo disco nel gruppo di Moenchengladbach non abbandona il (comodo) solco dell’elettro-goth, proponendoci una diecina (più bonus obbligatoria) di canzoni piacevoli, contrassegnate dal noto uso del cantanto in madrelingua ed adattissime ad un ascolto disimpegnato, come l’opener “Nimm die Luegen von mir” mette da subito in chiaro. Non aspettatevi quindi nulla di innovativo da un gruppo di certo non da prima divisione, essendo assai affollato il settore al quale appartiene, ma comunque onesto e sincero, e sono qualità che non vanno disconosciute. La notturna “Why can’t you sing at daylight” pone subito una divertente questione: gli IMMI sono sì tedeschi, ma i pezzi cantati in inglese paiono meglio riusciti! Sarà la suggestione, chissà, esercitata su d’un anglofilo come Hadrianus? Certo che “Keine fragen” (sbancherà i goth-clubs!) e gli altri pezzi teutonici possiedono un qualchè di minaccioso che talvolta li rende un pochino freddi… Anche se “Nur fuer die eine Minute” vince decisamente il derby con “Come on”, essendo dotata di un bel refrain e di suoni che, seppur rimembranti gli ottanta, non potranno non piacervi! “One last time” è solenne ed incede lenta e compassata, al contrario “Komm ins Licht” pigia sull’acceleratore, senza esagerare. Ultima porzione di dischetto appannagio di “How come I can tell you” (queste tastierine mi fanno impazzire!), “An ocean calls you” (sorpresa, segue una ghost-track di otto minuti, davvero suggestiva e dall’effetto dichiaratamente cinematografico!) e della aggiuntiva “Sag’ mir wo die Blumen sind” (non proprio necessaria…): “Kalte farben” rende onore ai suoi autori, ed ascoltato in automobile fa un figurone, è un disco da compagnia, non invadente e che non necessita particolare impegno. Eppoi, si sa che i gruppi tedeschi sono affidabili, non tradiscono mai!

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