Sopor Aeternus and the Ensemble of Shadows: Les Fleurs du Mal

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Ver Sacrum Sopor Aeternus prosegue il suo personale percorso, iniziato ormai parecchi anni fa, nei meandri di una forma musicale non unica ma senz’altro personale, caratterizzata da marcati influssi baroccheggianti. Sotto questo aspetto, il periodo aureo è, a mio giudizio, passato, avendo raggiunto il suo acme nelle produzioni che vanno da The inexperienced spiral traveller alle due “face” di Dead lover’s sarabande. Successivamente, Anna-Varney si è dedicato a collaborazioni, ristampe e ha iniziato ad alleggerire gradualmente le strutture barocche delle proprie composizioni, introducendo melodie più leggere, recuperando il contatto con certe ritmiche che ne avevano caratterizzato i primi lavori, ed avvicinandosi ancor più ad un’ambientazione da cabaret parigino d’altri tempi, quello che ha ispirato, per intenderci, il recente Paris spleen degli Ataraxia. Questa caratteristica viene particolarmente affinata ed esaltata in quest’opera, e forse non è un caso che il titolo del CD sia legato all’opera di Beaudelaire, che della Pigalle dei tempi d’oro fu frequentatore. Alcuni dei brani sono piuttosto orecchiabili, scanditi da una batteria dalle ritmiche non troppo complesse (“Always within the hour”, ad esempio). Brevi tratti mi hanno fatto pensare anche alle colonne sonore di Ennio Morricone (“In der Palästra”), soprattutto nell’uso dei cori in alcuni brani. Come spesso capita nell’opera di questo progetto tedesco, e ciò ne rende il suono molto personale rispetto ai numerosi gruppi che si ispirano alla musica dei secoli passati, la parte del leone spetta non tanto agli archi quanto ai fiati (in entrambi i casi, reali o sintetici che siano). Le melodie sono piacevoli e, non c’è da stupirsi, la mia preferenza va ai brani più complessi ed organici; a tratti gli accenti cabarettistici sono forse un po’ troppo marcati, al limite del grottesco, ma la cosa non stupisce poi troppo, conoscendo il personaggio. Nel complesso, pur non essendo a mio parere il miglior disco di Sopor Aeternus, si tratta di un lavoro di buon livello che, credo, non mancherà di soddisfare i fans del gruppo.

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