The Gazette: Standing live tour 2006- Nameless liberty. Six guns...

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Ver Sacrum Quando ho avuto i due dvd da recensire ed essendo cosciente di non conoscere a fondo il mondo visual kei mi sono proposto di fare il bravo studente. Ho riletto con attenzione lo speciale di Ver Sacrum, ho fatto qualche altra ricerca, mi sono ripassato i mostri sacri del genere (principalmente Dir en Grey e Moi Dix Mois)… Alla fine della full immersion devo dire di essermi reso conto di non essere diventato davvero un espertone del genere in questione, né tanto meno un’autorità sulla cultura giapponese; tuttavia penso di potere dire tranquillamente la mia (essendo pure amante di un altro aspetto della produzione del Sol Levante, il suo cinema). Allora, i 2 dvd in questione contengono il concerto di chiusura dello Standing live tour 2006 di questi 5 ragazzuoli superglam, fra le nuove promesse del visual kei. Quasi tre ore tre di musica per un totale di 27 pezzi, di cui 19 nel primo cd e 8 nel secondo, che contiene i bis (quasi un’ora e venti!! Certo i giovani non si risparmiano davvero). Dunque: il mitico Budokan stipatissimo, palco da kolossal con un sacco di sfx, entrata ad effetto, fra due ali di folla eccitata, dei Gazette, conci quanto basta, ma nemmeno troppo data la media dell’ambiente e via alla musica fra fuochi e strobo… Ah, già la musica. I Gazette, come è abbastanza tipico del VK, propongono un crossover che salta senza soluzione di continuità e senza ritegno, da una sonorità all’altra. Dallo street glam di “Bath Room”, al pop goth di “Barette”, al puro rock’n’roll di “Namaatatakai ame to jounetsu”, per passare poi alla proposta (melodic)punk di “Akai wampisu”, “Go to Hell” o “Cassis”. Ma non mancano neppure puntate nel nu metal (“Maggots”, “The Social Riot Machines” o “The Murder’s TV”) o addirittura nel death metal piuttosto oscuro (“Carry?” o “Discharge”, con tanto di abbozzo di growling e di headbanging, non troppo riuscito, invero, data l’eccessiva cotonatura dei nostri). Il tutto come glassato in un coté melodico, che, complice soprattutto la partitura vocale, rende tutto un po’ troppo soft (pop?) e anche un po’ troppo stucchevole e alla fine di difficile digestione, a mio avviso. Dunque, i due DVD sono consigliatissimi ai fan più duri e puri del VK (che sicuramente apprezzeranno anche la generosa durata del tutto): gli altri li assumano con prudenza (e facendo ampio uso del telecomando del lettore DVD). Ma un motivo serio per affrontare l’acquisto, forse, c’è, ed è -diciamo- antropologico: potrete osservare (ed imparare) come si fa a pogare DA SEDUTI. Vedere per credere.

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