X-Fusion: Rotten to the core

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Ver Sacrum Per i precedenti album degli X-Fusion, calzavano a pennello i discorsi fatti già tante volte in questa sede, sull’harsh-elettro e sulla sua deriva creativa: tanti, troppi, gruppi che inflazionano il mercato con cd assolutamente mediocri che mirano puramente ad imitare il sound di Suicide Commando e pochi altri “big” di questo settore. Con scarso entusiasmo ed altrettante poche aspettative mi sono quindi messo all’ascolto del nuovo “Rotten to the core”, disco che invece, pur senza farmi gridare al miracolo e senza apportare particolari innovazioni nello stile di X-Fusion, risulta discreto e si fa preferire a tanti altri del genere “harsh” e, se non fosse per questo uso della voce ormai per me veramente insopportabile, il mio giudizio su questo disco sarebbe ancora più lusinghiero. Va riconosciuto infatti al progetto tedesco di aver composto brani che per quanto riguarda le parti strumentali e gli arrangiamenti, risultano piuttosto interessanti (e sicuramente superiori alla media degli altri gruppi che si cimentano in campo “harsh”), riproducendo fedelmente l’anima oscura e “malefica” che pervade questo progetto. Ciò avviene in particolare nei brani più d’atmosfera come “Drowning in deep silence”, “Dead End”, “Reap the whirlwind” e “This gloomy alleyway”; non mancano poi ovviamente i tormentoni da dancefloor, alcuni più riusciti come “Death Plan”, “Traitors of our age” e “My inner storms blow”, altri decisamente rozzi (“Defiled and raped”, “Rotten to the core”), in linea con l’harsh più becero. Nel contesto di una scena “harsh” sempre più alla deriva, “Rotten to the core”, pur senza entusiasmare rappresenta per chi vi scrive uno dei pochi dischi da salvare. Il disco è disponibile in altre due versioni: doppio cd digipack, dove il secondo dischetto, denominato “Bloody Pictures”, nelle sue dodici tracce racchiude cinque brani inediti (francamente bruttini) e sette remix; all’operazione si prestano nomi di tutto rispetto come Suicide Commando, Solitary Experiments, L’Ame Immortelle, Heimataerde, Run Level Zero, Essexx ed Eternal Afflict. La terza versione è un box che oltre ai due cd già descritti, contiene un terzo dischetto “Choir of damnation”, con altri sei brani, oltre a gadget come adesivi e cartoline.

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