Dwelling: Ainda é noite

0
Condividi:

Ver Sacrum Lettori miei, voi che mi compatite, comprendete la mia angoscia: come poter esprimere la beltade di questo dischetto, senz’offender con verbi troppo correnti la sua immensa grandezza? Ci proverò, e la mia coscienza mi dice che non farò torto ai suoi Autori, perché non esistono nel nostro pur ricco vocabolario parole che possano compiutamente esprimere le emozioni che ho provato all’ascolto delle sue undici canzoni… Melancolìa dolcissima, quieto abbandono, addii soffocati nelle lacrime, incontri benedetti da lacrime liberatorie. Lo sfondo del tramonto, col cielo striato di nuvole fuggenti, la maestà muta dell’alba. Oppure la partenza, il distacco consumato sulle assi incrostate di salsedine d’un vascello pronto ad affrontare la furia degli Oceani. Immaginiamo Lisbona, Capitale orgogliosa d’un Impero morente, ed i suoi vicoli custodenti memorie secolari, immaginiamo queste melodie graziose colmare i vuoti di piazze deserte appena accarezzate dalla brezza marina, che a stento rompe la cappa del meriggio, o le navate drappeggiate d’ombra di severe chiese. Questo ed altro è “Ainda è noite”, è la mestizia del Fado, è l’armonia di forme perfette scivolanti sul selciato, avvolte nelle frangie nere di scialli preziosi intrecciati dalle mani ossute e sapienti di peritissimi artigiani, intenti a narrare ai più giuovini i fasti di un Passato remoto, ma a suo modo glorioso. E’ l’onda che si frange sugli scogli, sospinta dalla forza scaturente dalle immensità del mare, è il coraggio di un Popolo pronto a sfidare l’ignoto, è lo sguardo dell’anziano, seduto sull’uscio, che nel vuoto si perde, inseguendo una lontana Memoria. E’ un giuoco di bimbi, all’ombra delle torri d’un castello dirupato, che pur seppe resistere ai Mori. E’ la voce di Catarina Raposo a sospingerci in volo, e paiono ali di farfalla le note prodotte dagli istromenti sapientemente pizzicati da Silvia Freitas, da Alexandra Bochman (che fa pure da modella, apparendo nelle foto del booklet con misurata eleganza), da Moritz Branco, Jaime Ferreira e dall’Amico, perché posso vantarmi, concedetemelo!, di definirlo tale, Nuno Roberto. Ecco, finalmente ho compreso il recondito segreto di “Ainda è noite”, che è da ricercarsi nella sua misura, nella sua intima compostezza… Un’opra che si fa apprezzare per il suo nobilhissimo decoro, che sottrae quando altri aggiungerebbero, perché è sufficiente il giusto per ottenere il più grande dei risultati. Appunto, il senso estremo della misura…

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.