Lily's Puff: Heaven Frowns

0
Condividi:

Ver Sacrum Come sono cambiati, i miei conterranei Lily’s Puff, ancora una volta è come se ri-incontrassi un vecchio amico, dopo una lontananza di anni, e lo trovassi mutato nel fisico e sopra-tutto nell’animo. Ma pur sempre lui, coi suoi distintivi e caratteristici tratti che ne renderebbero immediato il riconoscimento. Dovrò riporre in un cantuccio della memoria l’introspettività di “Domino” o la teatralità di “The raven, the thirst and the pendulum”, ed anche l’abbandono notturno di “Nightporter”, cover dei Japan così ben interpretata sull’ultimo, ottimo Crashing Diamond. Ed è giusto che sia così, Marco Fabro, Paolo Corberi e Simone Sari possiedono talenti che non vanno frustrati, ed i recenti innesti degli ospiti Renzo Fanutti e di Elisabetta Mauro, oltre alla riconferma di Virginia Boemo, innalzano la cifra stilistica dell’ensemble friulano. Eccoci così dinanzi a Heaven frowns, lavoro che godrà della distribuzione della collaudatissima Masterpiece in Italia, e della prestigiosa Season of Mist in parte d’Europa, e che esce sotto le insegne della volonterosa Ark Records. E’ senza dubbio un disco ove prevalgono nettamente atmosfere dark e sperimentali, ed ove l’immediatezza e la facile assimilazione non sono agevolate, affatto. HF va metabolizzato con attenzione, con calma, senza lasciarsi prendere dalla frenesia. Il minimalismo scarnificato di “Prelude” mette in guardia i nostri sensi, dovremo impegnarci, senza tralasciare la coraggiosa esplorazione d’ogni menomo anfratto nel quale si riparte questa opera oscura ed introspettiva. Squarci di grande ambient accompagnano la prova di Marco, voce ispiratissima di questi tenebrosi frammenti sonici. “The rope” pare provenire dall’immensità inesplorate dello spazio, tanto è aliena e disturbante, il lavoro per sottrazione dei musicisti è mirabile, “Distant walking” insinua apprensione, insicurezza, riemergono ancestrali paure che magari provammo da pìccioli, non sono da meno le tracce sonike che seguono. La maestosità pietrificata di queste canzoni (“All same words” che potrebbe essere tranquillamente firmata Bjork, le chitarre asciutte di “A song”, “Wake up”) si manifesta in passaggi genialoidi alternati a stati di apparente, in realtà pronta a deragliare, quiete. Non cercate riferimenti, non azzardate paragoni, accettate Heaven frowns così come è, in tutta la sua scheletrita essenza.

Per informazioni: Ark Records - C.P. 169 - Ufficio PT Caserta Centro - 81100 Caserta - Italy
Web: http://www.arkrecords.net
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.