Ver Sacrum Già immagino l’attenzione che la stampa internazionale deve aver riservato all’ultima fatica di Ozzy, un personaggio che negli ultimi anni è diventato una vera e propria “macchietta” grazie al grande successo ottenuto dal serial The Osbournes, che lo vedeva protagonista insieme alla malefica mogliettina Sharon e agli scoppiatissimi figli Jack e Kelly. Non so quanti di voi ne abbiano visto almeno una puntata, ma coloro che l’hanno fatto sanno che il povero “Prince of Darkness” non è messo tanto bene dal punto di vista fisico, e neanche da quello mentale, ciononostante egli è ancora in grado di regalare qualche emozione ai suoi vecchi “aficionados”, e di sfornare album di discreta qualità. Il nuovo lavoro, intitolato Black rain, è infatti la prova che il cinquattottenne cantante di Birmingham ha tuttora una bella voce (cioè, più che bella sarebbe meglio dire “bizzarra, unica e particolare…”), e che i suoi attuali compagni di avventura (ovvero lo “storico” guitar hero Zakk Wylde, il bassista Rob “Blasko” Nicholson e il mitico batterista Mike Bordin) sono più che affidabili (c’è addirittura chi dice che la sezione ritmica della band è la migliore dai tempi di The ultimate sin, quando a fianco di Ozzy suonavano Randy Castillo e Phil Soussan). Cadute di stile non ce ne sono in questo disco, anzi direi che si tratta di un’opera abbastanza coesa e lineare, fatta di brani immediati e d’impatto che non ci mettono molto a convincere l’ascoltatore: devo ammettere che ero scettica inizialmente, e che non avrei scommesso tanto sulla bontà di questa proposta, invece mi sono dovuta ricredere, anche perché canzoni come “The almighty dollar”, “I don’t wanna stop”, “Countdown’s begun”, “Not going away” e “Trap door” hanno quel che si dice un bel tiro, e mi sono piaciute fin dalla prima volta. Una nota a parte la meritano le due ballad presenti nel cd, “Lay your world on me” e “Here for you”, che ho trovato accettabili a dispetto del mio odio nei confronti delle composizioni più zuccherose, e questo perché le vocals malsane di nonno Osbourne riescono a rendere gradevoli anche pezzi abbastanza banali e sdolcinati, che cantati da qualcun altro probabilmente farebbero schifo!! Un ascolto consigliato insomma, e non solo ai fan più devoti…