Daimonion: Daimonion

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Ver Sacrum Si dimostrano davvero professionali i polacchi Daimonion (un esempio da imitare per molti gruppi provenienti da nazioni più avanzate per quanto riguarda la musica moderna, diversi italici in primis), i quali allegano al presente ciddì una stringata ma efficace infosheet (con la traduzione in inglese dei titoli delle songs) ed addirittura un ulteriore dischetto contenente diverse radio edit, pezzi in versione live e la cover di “Here comes the rain again” degli Eurhytmics. “Daimonion” venne originariamente pubblicato in edizione indipentende/autoprodotta nel 2001, ed ebbe limitata circolazione in ambiti strettamente underground; oggi viene ristampato dalla label Love Industry, operazione opportuna considerato l’effettivo valore dell’oggettino. Non che i nostri rappresentino alcunché di trascendentale, per carità, ma non si deve tacere il loro impegno e la capacità di comporre brani efficaci. Ascoltando “Wiatr” (“The wind”) e “Poza toba” (“Beyond you”), i primi due pezzi del disco (che è aperto da una non necessaria intro) emergono similitudini con gli storici spagnoli Heroes del Silencio, sopra tutto per il timbro di Marcin Tymanowski (ed anche ovviamente per l’utilizzo della lingua madre in luogo dello stra-abusato idioma inglese) e per il chitarrismo asciutto supportato dall’agile sezione ritmica, e questa caratteristica rende assai godibili gli otto episodi lunghi che compongono l’operina. Un dark-rock schietto ed autarchico che non rifugge la melodia, e che ovviamente prende spunto da quanto prodotto da tante blasonate bands del passato, per nulla originale ed/od innovativo, ma che è eseguito con grande onestà, e di questo dobbiamo dare merito al citato cantante, a Marcin Glyszczynski (gtr), ad Adrian Tymanosky (bass) ed a Daniel Kruz (drums). Ascoltate la cavalcata “Tak blisko, a tak daleko” (“So close and so far away”), se amate Funhouse od i nostri Ordeal by Fire, la farete vostra immediatamente, tanto è catchy. Bella e particolare è la suite “Styks (Dluga podroz)”/”(The styx (long journey)”, elaborata composizione che mette in mostra il lato più sperimentale del quartetto, con inserti ambient che ben si sposano all’andamento umbratile del pezzo. Alla lunga la formula reiterata mostra un pochino la corda, (l’accoppiata “Obled”/”Madness” e “Noc”/”The night” presentano chiari sintomi di già sentito), ma non si può pretendere di più. La citata cover, parte del dischetto promozionale curato dalla label, verrà inclusa in una compilation internazionale di prossima uscita, ed è eseguita con personalità dal combo; i restanti pezzi alternativi nulla aggiungono a quanto riferito sopra. A me queste sonorità piacciono, e non ne ho mai fatto mistero, chi mi legge conosce i miei gusti, indi… Fate vobis.

Per informazioni: www.myspace.com/daimonionpoland
Web: http://www.loveindustry.pl
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