Suicidal Romance: Love beyond reach

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Ver Sacrum Album di debutto per i Suicidal Romance, trio estone di recente formazione, parlando del quale è praticamente impossibile non citare i Blutengel visto che ogni aspetto della band estone rimanda al progetto di Chris Pohl & co. dal look alla musica, costituita da un elettro-dark che attinge a piene mani all’immaginario gotico piu’ scontato e kitsch. Canzoni come “Not alone”, “Star”, “Angel of love”, “Poisoned kiss”, “Prince of the darkness” (questi titoli vi ricordano qualcuno?) sono strutturate secondo la classica “ricetta” che ha portato al successo tanti brani dei Blutengel: canzoni elettro-dark facili-facili, d’impatto immediato, melodiche e ballabili con alternanza di voci femminili e maschili (apprezzabile quella di Viktoria Seimar, mentre trovo assolutamente sgradevole quella di Dmitry Ivanov) per un disco che non mancherà di compiacere i fans dei Blutengel (questi ultimi figurano anche nella tracklist del cd, grazie ad un remix del brano “Not alone”) e verrà bistrattato da chi già non ama la band di Chris Pohl. In sostanza trovo che l’inevitabile paragone con i Blutengel (e la conseguente mancanza di personalità qui ampiamente dimostrata) possa costituire alla lunga un peso piu’ che un vantaggio per i Suicidal Romance; se vogliono crescere ed affermarsi, già dal prossimo disco al trio estone conviene liberarsi da questo ingombrante termine di paragone.

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