The Dust Eater: Dozen of cans

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Ver Sacrum Ouroboros, Apotheke, Alhambra, Mind Infinity, Mannequin… Sono i nomi di progetti che si incentrano sulla figura di Marco Grosso, musicista e appassionato di alchimia ed esoterismo. Diverse forme e modi di espressione di una stessa personalità. Questo nuovo progetto, chiamato The Dust Eater, sembra essere il più sperimentale, almeno tra quelli che conosco meglio. Si tratta di un mix tra basi elettroniche, registrazioni ambientali, voci “rubate”, glitch e rumori di vario genere dal forte impatto. Si tratta di un ascolto non del tutto semplice, pur essendo ben lontano dai rumorismi agghiaccianti dell’elettronica estrema e, devo ammettere, non mi ha del tutto convinto. A tratti è affascinante, con le sue sonorità che mescolano un senso di mistero e mantengono un buon livello di tensione; in altri momenti ho avuto, invece, la sensazione che si sia perso il bandolo della matassa e che si sia cercato di mettere troppa carne al fuoco, e in questi casi l’impressione di massima è stata quella di suoni mescolati un po’ alla rinfusa, come se mancasse qualcosa che rendesse più organica la miscela risultante. Senza dubbio si tratta di un musicista di una certa esperienza, che ha raggiunto anche risultati di un certo livello con il suo progetto Ouroboros, quindi mi viene da pensare che si tratti di una scelta oppure che sia necessaria una fase di tuning per questo suo ennesimo progetto.

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