Paradise Lost: In requiem

0
Condividi:

Ver Sacrum Quando sento parlare di gothic metal mi vengono subito in mente band come Paradise Lost, Anathema o Moonspell, che tale genere hanno contribuito a crearlo ma che (purtroppo) non hanno ottenuto il successo/consenso di massa che avrebbero ampiamente meritato. Riguardo ai primi, non si può certo dire che siano rimasti sconosciuti al grande pubblico, ma visti i loro trascorsi adesso potrebbero essere delle vere star, e invece devono accontentarsi delle briciole lasciate da gruppi che, ironia della sorte, si ispirano proprio a loro o alle altre formazioni che ho citato all’inizio. Tutto molto triste insomma, ma per certi versi Nick Holmes, Greg Mackintosh e soci sono stati bravi a buttarsi la zappa sui piedi da soli, decidendo di cambiare stile e di proporre materiale influenzato dall’elettronica e dal synth-pop (ricordate le sonorità “depechemodiane” di One second?) proprio quando il gothic metal stava diventando un fenomeno commerciale. In questi ultimi anni i cinque di Halifax hanno però deciso di ritornare sui loro passi, e infatti il nuovo album ci riporta direttamente ai bei vecchi tempi grazie a brani caratterizzati da atmosfere plumbee e da un sound sfavillante, grintoso e potente, oltre che compatto e ricco di sfaccettature. Le chitarre sono taglienti, il drumming secco e preciso, le vocals di Holmes ispirate e incisive, le melodie curatissime: tutto parrebbe funzionare a dovere in poche parole, ma anche se In requiem è tecnicamente ineccepibile e gradevole da ascoltare non mi ha colpito molto, anzi mi ha lasciato un tantino indifferente. Ripeto, è un disco di ben altro livello rispetto al ciarpame (di genere similare) che ci tocca sentire oggigiorno, ma non mi ha trasmesso grandi emozioni perché, al di là della sua eleganza formale e del fatto di rappresentare un ottimo esercizio di stile, è forse un po’ troppo “standard” per i miei gusti (fanno però eccezione episodi del tutto convincenti come “Praise lamented shade”, “Fallen children” e “Never for the damned”). Paradiso perduto per sempre o paradiso ritrovato? A voi l’ardua sentenza…

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.