Specimen: Electric ballroom

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Ver Sacrum Da qualche annetto a questa parte una marea di band attive negli anni settanta/ottanta si sono riformate, realizzando nuovi album o semplicemente facendo dei tour celebrativi. Inutile dire che, nella maggior parte dei casi, questi ritorni sono stati un po’ deludenti, e che in certe occasioni si sono rivelati delle vere e proprie fregature (tra i primi nomi che mi vengono in mente c’è senz’altro quello dei Misfits, e vi assicuro che la lista si allungherebbe parecchio se solo mi soffermassi un attimo a pensare!), ma devo ammettere che non so bene in quale delle categorie appena nominate inserire gli Specimen. Il loro comeback, infatti, è una delle cose più assurde e bizzarre nelle quali mi sono imbattuta di recente, un po’ perché il disco che ne è seguito è il primo “vero” full-lenght mai pubblicato dal gruppo inglese (tra il 1980 e il 1985, il periodo in cui era in attività, uscirono soltanto un Ep e alcuni singoli, mentre in anni più recenti è stata la volta di un paio di compilation…), e poi perché della line-up originale è rimasto solo il chitarrista Jon Klein! Insomma, la situazione è di quelle paradossali, e proprio per tale motivo è abbastanza difficile dare un giudizio su Electric ballroom, ma è altresì vero che quest’ultimo me lo aspettavo molto più brutto di quanto sia in realtà. Il sound che lo caratterizza è decisamente “moderno” (anche grazie ad una produzione che ne mette in risalto il dinamismo…) e in generale le canzoni sono gradevoli e immediate, vedi ad esempio “Death drive”, “Nothing lasts forever”, “Cinema of attractions” o “Aftershock”. Insomma, quello che la band ci propone è un azzeccato mix di death rock, glam e punk, che spesso e volentieri ricorda certe cose di Bauhaus, Billy Idol e Bowie (in più di un caso il cantante T.bias tenta palesemente di imitare il duca bianco…), ma nel cd ci sono anche un paio di eccezioni rappresentate dai remix (della serie: “E vai con l’electro!!”) di “Kiss kiss bang bang” e “Ticket to oblivion”, alla realizzazione dei quali hanno partecipato Jonny Slut e Olli Wisdom (ossia il cantante e il tastierista degli Specimen originali). Come ho già detto le novità non sono poi molte, ciononostante credo che questo lavoro lo ascolterò spesso nei prossimi mesi, e ho anche l’impressione che alcuni dei brani inclusi entreranno di diritto nella scaletta di parecchi dj…

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