An Cafe: Magnya Carta

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Ver Sacrum Qualcuno, in redazione, mi aveva messo in guardia circa i contenuti di questo “Magnya Carta”… Ma poteva il fanatico visual-keister Hadrianus dare ascolto a tali maldicenze? Come è possibile che un gruppo proveniente da quel dorato universo possa recar delusione al vostro, per quando anziano, ancor gagliardo recensore? Eccovi allora una dettagliata descrizione del prodottino. Iniziamo dal booklet (anzi, dai booklet, visto che ce ne sono due). Primo volumetto: cartoncino patinato con in copertina il logo del gruppo in primo piano, in secondo i nostri vezzosissimi artisti, in completini che fanno sfoggio di tartan, gioielli, fiocchi e pizzi. Le acconciature ed il trucco esaltano le esili linee degli efebici ed amebici (e pure anemici) volti, per la gioia dei vostri sensi visivi vi rimando alle pagine centrali, ove l’immagine è decisamente più chiara ed estesa, e dove il bel look sfoggiato dai nostri, perfettamente in linea coi canoni imposti dal genere, viene vieppiù valorizzato. Che carini! Deliziosissime quindi le fotografie in quinta e sesta, con pose classiche incorniciate (fanno tanto Re Sole), seguite da altre più adatte allo stile VK, sottolineate dalla breve presentazione dei singoli componenti l’insieme, nell’incomprensibile grafia usa nelle isole del Sol Levante. L’ultima riporta su sfondo mattone le note salienti, in caratteri chiari simil-dorati. Il secondo libretto fa sfoggio di fantasia, ed è stato apprezzato particolarmente dalla mia figliola, comprendendo un posterino sul quale è disegnata con tratti volutamente infantili, una mappa di qualche immaginaria isoletta, con tanto di personaggi che paiono tratti da uno dei tanti cartoon messi in onda con grande generosità sui vari canali televisivi che ingombrano il nostro etere. Chi sarà mai il simpatico Poppo Kun? E Bee The Nyappy? Forse l’Ape Maia nipponica? Bisognerebbe esplorare il Nyappy Palace, chissà mai, anche per comprendere il senso di questo “Magnya Carta”… Sul retro i testi, in giapponese ed in inglese. Inlay con ennesima foto di gruppo e riferimenti alle case discografiche patrocinatrici. La confezione, nella nota plastica trasparente rigida, appare solida e confacente all’uso del quale solitamente se ne fa. Ossignor… E la musica? Beh… La musica… Il disco ha già compiuto la sua corsa nel lettore… Che fare, ri-pigio il tasto play? Noooo… Dovrei dare ascolto ai consigli degli amici. Anche quando trattasi di Visual Kei… Sob! P.S.: infine ho ceduto alla tentazione (sono un peccatore, posso resistere a tutto, tranne che…), e “Magnya Carta” me lo sono ri-ascoltato. Passabili “Pxxxy’n PURIN” e “Portraying light with rainbow colored crayon”, gradevole l’adolescenziale ballata “Stumble across a miracle” (pop in agrodolce), palma pella canzone dal titolo più sciocco della storia del rock a “Pipopapo telepathy” (!!!).

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