Anubis Gate: Andromeda unchained

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Ver Sacrum Ammetto d’aver (colpevolmente…) trascurato il predecessore “A perfect forever”, forse confuso nel mare magno di uscite che in ambito progressive-metal affollano mensilmente gli scaffali dei negozi di dischi. Mi redimo con questo convincente sequel (forzando il termine, non essendo i due collegati, ma mi piaceva…) titolato “Andromeda unchained”. Perché fra l’intro Freak storm at Post Zeta… one child missing” e l’outro “The stars of Canis Minor” (ma v’è pure una bonus ad arricchire il dischetto) di sostanza c’è n’è davvero tanta! Bei brani dalle piacevoli soluzioni melodico/darkeggianti che innervano il robusto metal potente e progressivo proposto dal gruppo, e che piaceranno a quanti apprezzano gli immensi maestri Threshold (ma anche i Dream Theatre meno esaltati ed i Royal Hunt!). Anche se il livello esorbitante raggiunto ormai da Karl Groom e compagni è ancora parecchio distante, non di meno sono da apprezzare tutte indistintamente le canzoni presenti, nessuna esclusa. Nemmeno gli episodi più estesi nel minutaggio risultano tediosi, tutt’altro, “This white storm through my mind” e “The end of millenium road” sono convincenti e dotati di incredibile appeal. Un gran bel disco, non c’è che dire, nei confronti degli Anubis Gate molti dovranno opportunamente rendere omaggio (come il sottoscritto, che si è imposto il ri-ascolto di “A perfect forever”!).

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