Arts of Erebus: Icon in Eyes

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Ver Sacrum Siete avvertiti; se cercate originalità, personalità e piacevoli sorprese state alla larga da questo Icon in Eyes, secondo full length dei (franco)tedeschi Arts of Erebus. Ma se godete nell’ascoltare ben suonati e ben registrati tutti i topoi di certo gothic rock teutonico (potenza, melodia, chitarre chiare dal riff orecchiabile, richiami ai gruppi storici, vocals ortodosse) allora correte a procurarvelo, dato che oltretutto si può scaricare ad un prezzo contenuto dal sito del gruppo. E’ palese come la band voglia affacciarsi sull’ambiente frequentato dai conterranei Garden of Delight, che vengono richiamati oltre che nelle note, anche nelle tematiche esoteriche e financo nell’artwork, ma mi pare che qui l’inprinting prevalente sia piuttosto da ricercarsi nell’approccio al goth rock degli ultimi Sisters of Mercy da cui pezzi come “Pale Moon”, “Pray” o “The end of the gun” sono ultra derivativi. I GOD invece ispirano chiaramente la notevole “Dawn of the Dead” e la più corrente “Rescue Me”. Nell’insieme comunque, l’effetto è davvero molto “tedesco” dato che negli Arts of Erebus ritroviamo proposta certa verve metal e certa epicità che caratterizza i momenti migliori dei Dreadful Shadows, Love Like Blood o Scream Silence. Brano simbolo di questa attitudine è senz’altro la bella “Zeit und Traum” (che vede alla voce ospite Rosendom degli Adversus), maestosa e drammatica, che potrebbe mandare in visibilio un fan di Lacrimosa

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