Helalyn Flowers: A voluntary coincidence

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Ver Sacrum Helalyn Flowers alla conquista del mondo! Non si contano ormai le apparizioni su prestigiose testate quali Orkus, Zillo, Sonic Seducer, Gothic ed altri, con articoli e copertine, recensioni, tracce incluse su compilazioni, interviste… Fino ad essere definiti da Alfa Matrix, la loro label colla quale hanno inaugurato la collaborazione emettendo sul mercato il gustosissimo antipasto dell’EP in edizione limitata “Plaestik”, una assoluta priorità. Uno stile che taglia trasversalmente musica, immagine, moda, ponendo grande cura in ogni minimo particolare, risultando fresco, coinvolgente, accattivante. Vincente. Un insieme rodato ed affiatato, una coppia perfetta rappresentata dalla bellissima voce di nOemi, sempre più matura e convincente, e dai marchingegni abilmente manipolati dal cerimoniere Maxx, pronto a bilanciare l’irruenza controllata di chitarre heavy e di synths spaziali dosando sapientemente la quantità di melodia indispensabile per rendere ogni pezzo un ennesimo, potenziale hit sbancaclassifiche. La perfo di nOemi è ancora una volta superlativa, grintosa ma pure dolcissima, ruffiana e maliziosamente crudele allo stesso tempo, una Shirley Manson ancora acerba, ma pronta per la definitiva consacrazione (“My girlfriend insanity”). Esaurita la grande forza espressiva emanata dalla triade iniziale “Eye for a day”, “I’m human defective” e della già nota “Voices”, eccoci alla maestosa “A sweet and deep bomb in my heart”, dall’incedere mellifluo ed incredibilmente glamour. Un pezzo che è una dichiarazione di intenti, di sfida, e che giustifica le attenzioni loro rivolte dai discografici. HF rileggono electro, goth, nu-metal, industrial (“DGTal blood” è pesantissima, travolgente, ma viene opportunamente spezzata da inserti più ragionati), alterna, senza mai perdere di vista l’obiettivo che si sono prefissati, dimostrando di essere in grado di comporre canzoni dall’elevato livello qualitativo, e sopra tutto di riuscire a mantenerlo per l’intiera durata del disco. Drum-beats squassanti, bassi che vi devasteranno il costato, tastiere maestosissime, chitarre martorianti descrivono paesaggi sonici algidi trafitti dai raggi di soli morenti ed incapaci di donare ormai calore, o parabole perfette tracciate sulla nera lavagna riflessa negli incommensurabili abissi di universi sconosciuti, descritte da una nOemi stupefacente tanto riesce ad interpretare il senso di questi pezzi con disarmante facilità. Non siete ancora sazi? “Unreal” è pronta a sfinirvi, e se non basta ecco “Silent conversation”, “E-Race generation” (che avrete già metabolizzato) e “Tide line”. Fine della corsa, per ora, perchè “A voluntary coincidence” è solo l’inizio, il bello deve ancora venire… Il disco è disponibile in edizione limitata con remix griffati Beborn Beton, Steril, Cut.Rate.Box ed Interface fra gli altri.

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