Rhombus: Remembrance day

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Ver Sacrum Che fortuna, ci sono i Rhombus! Sì, perché potrete ben accusare il vecchio Hadrianus di sciogliersi in deliri senili non appena una semisconosciuta band chiusa in qualche humida cantina esce dal proprio ricetto per far udire la propria voce, quando questa aderisce in toto agli ormai logori (per qualcuno) canoni del british-goth più autarchico e spartano, ma come potrebbe il sottoscritto tacere di fronte a quest’ottimo, nostalgico e perdente “Remembrance day”? In queste dieci tracce c’è tutto quello che abbiamo già ascoltato centinaia e più volte, cantato enfatico e profondo quel che basta, chitarre taglienti come lame di Sheffield, basso pulsante e l’im-man-ca-bi-le drum machine! Non manca lo humour, beh, i Rhombus non per nulla britannici sono, ed allora che ne dite di questo titolo: “You only want me when you’re drunk”? Che vogliano fare il verso agli Evanescence? “Love you ‘til closing time” (come “Where shadows seem to smile” già edita sull’EP “The closing time”) rianima i Vendemmian (che a me piacevano e non per nulla… quanto mi mancano!), le tracce che seguono confermano l’ostinatezza di Edward Grassby (voce e basso) e dei due chitarristi Rob Walker e Simon Cardwell (con la guest Mya a prestare la propria voce su cinque tracce, altri vocalist impegnati sono Paddy Smurph, Ian Pringle ed Olivia Delvin), una pertinacia nel non voler proprio mutare d’una virgola il loro gothic che va, se non altro per questo, riconosciuta ed apprezzata. Cercate novità? Alla prossima, ma non dai Rhombus, che io affettuosamente abbraccio virtualmente.

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