Runes Order: X: final solution

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Ver Sacrum Come dice il vecchio adagio, sono sempre i migliori quelli che se ne vanno, e almeno in questo caso risulta veritiero. Dopo quasi vent’anni di onorata carriera, Runes Order scrive la conclusione della sua storia con X: Final Solution, decimo e ultimo lavoro della creatura di Claudio Dondo, il quale ha deciso di porre fine a questa esperienza per dedicarsi a nuovi progetti. Lasciandosi dietro la nostalgia di quello che fu e l’aspettativa per il poi – su cui, manco a dirlo, la storia insegna che è lecito attendersi il meglio! E se questo doveva essere più di un semplice de profundis, così è stato: un album realmente completo, realmente rappresentativo della storia di Runes Order e dei suoi passaggi, che confluiscono i composizioni eterogenee e allo stesso tempo legate tra loro da un unico, persistente e gelido feeling. Ogni sound esplorato, percorso, rivisitato in questi anni rivive nelle tracce di X: Final Solution, dalle sonorità 70s-horror dell’opener “…could be the last year”, l’ambient dark- spaziale di “Morpheus V.3”, l’incedere claustrofobico di “A cover up in Cogne” (mi sia permesso dirlo, geniale già dal titolo!), la matrice industriale di “Victims of chronic disease”, l’electro fredda e oscura – nella quale il nostro bistrattato paese ha spesso trovato proseliti e profeti- di “Final Solution” e “This is serenity”. Non vi è mai ombra di cedimento nell’impalcatura variegata e perfettamente coesa di questo addio, mai una crepa nella struttura che Claudio Dondo e soci (l’immancabile 3vor- Northgate, Marco Grosso di fama Ouroboros, Aleph Zero di provenienza Deviated Sister Tv…) hanno dato a un commiato che lascia dietro sé un senso di forte perdita, ma anche una nuova motivazione a conoscere il nuovo percorso di un artista che ha dato alla scena italiana e non solo un input importantissimo, e ha deciso di accomiatarsi in maniera magistrale. Cala il sipario, ma gli applausi continuano come a scena aperta.

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