S.I.T.D.: Bestie:Mensch

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Ver Sacrum E’ una prassi ormai sempre piu’ diffusa quella di pubblicare, parallelamente all’edizione “normale” di un nuovo album, anche una “limited edition” che includa dei remix. Rispetto a tale prassi, i S.I.T.D. sono innovativi perché il cd2 incluso nella “limited edition” del nuovo album Bestie:Mensch non include remix delle nuove canzoni incluse nel cd1, ma è invece costituito da una pregevole collezione di remix che il trio tedesco ha realizzato per altre bands. Si tratta di remix (quasi tutti) di ottimo livello che confermano i S.I.T.D. tra i migliori remixer in circolazione; 12 gioiellini tra cui spiccano i remix di “Chrome” (VNV Nation…probabilmente più bello dell’originale), “Electronic world transmission” (Rotersand), “Todesengel” (Painbastard), ecc… Ma perché questa recensione parte dal cd2? Il lettore più scaltro avrà già intuito che tale scelta sottintende uno scarso entusiasmo da parte di chi vi scrive per questo Bestie:Mensch. Il nuovo disco dei S.I.T.D. non riesce infatti a convincermi e mi pare segnare un passo indietro rispetto ai due precedenti full length (Stronghold e Coded Message:12); troppi alti e bassi in questo album, tra canzoni discrete, ma comunque quasi mai entusiasmanti (“Herbsterwachen”, “Stammheim”, “Silver bombs”) e momenti di noia allo stato puro (“Telepathic” e “Reincarnation”). Bestie:Mensch fotografa lo stato di scarsa vena creativa (già palesato dal mediocre singolo “Kreuzgang”) della band tedesca, dando ragione a chi da tempo sostiene che i S.I.T.D. diano il meglio di sé come remixer.

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