Angels Of Light: We are him

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Ver Sacrum Michael Gira è tornato fra noi con il suo progetto Angels Of Light; devo dire che se ne sentiva la mancanza: il suo stile musicale così personale è stato fonte di ispirazione per numerosissimi altri musicisti e, come è spesso capitato in passato, la fama di coloro che a lui si sono rifatti è spesso di gran lunga superiore alla sua. Ritorna a noi con un disco notevolissimo, sicuramente uno dei migliori, se non il migliore, della sua produzione post Swans che, in ogni caso, si è sempre mantenuta su livelli molto elevati. In questo We are him tornano violentemente sulla scena le radici della musica nordamericana sia folk sia blues sia, a tratti, country (non inorridiscano i puristi del sottomondo oscuro: il tutto è miscelato con tanto di quel genio che lascia stupefatti), riviste e corrette dallo spirito fosco e profondamente malinconico di un Michael Gira in grande forma che, in questo frangente, si fa aiutare da un foltissimo ensemble: sono ben diciassette i musicisti che collaborano con il nostro, creando armonie e melodie fuori dal tempo, che coinvolgono profondamente l’ascoltatore attento; le ballate si susseguono una dopo l’altra senza una sola caduta di tono o di livello. La ricca strumentazione crea armonie complesse che non sono mai banali né stucchevoli o pompose; condisce il tutto la voce, bellissima e ricca di alcool e sigarette, di Gira e, nei cori, dei suoi collaboratori. A meno di strani sconvolgimenti, per quanto mi riguarda sarà uno dei dischi che entreranno a far parte della playlist di fine anno.

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