Anne Barker: Mountains and tumult

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Ver Sacrum Il nome di Anne Barker suona del tutto nuovo alle mie orecchie; al contrario, già dal primo ascolto è emerso qualcosa che nuovo non è: si tratta della presenza, in fase di produzione ma credo anche come strumentista, di un signore di nome Robin Guthrie, che, insieme alla voce impossibile di Elisabeth Frazer e a Simon Raymonde, scrisse alcuni capitoli della storia della musica con il nome di Cocteau Twins. In questo Mountains and tumult il suo segno è evidente e palese, forse anche più che nel suo progetto personale Violet Indiana. Devo dire che l’incipit del CD lascia stupefatti, anche per la somiglianza della voce di Anne Barker con quella della Frazer, pur non avendone la stessa magia. Il miracolo, però, non dura tantissimo: ben presto le atmosfere si rilassano, si ammorbidiscono e virano decisamente verso un pop molto leggero e che sa, per i miei gusti, troppo di classifica; anche le tessiture della chitarra perdono la loro grazia fatata e virano verso un suono suadente ma povero di fascino. Non posso negare che, all’ascolto del primo brano, ho sperato (e so bene che non è giusto farlo) in qualcosa che riportasse al mio spirito la magia dei Cocteau Twins; non è questo, però, che mi spinge a parlare di questo CD in termini non del tutto lusinghieri: a mio parere, dato il talento indubbio di Guthrie e la voce della Barker, si poteva sperare in qualcosa di più.

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