Apocalyptica: Worlds collide

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Ver Sacrum Sono trascorsi undici anni da quando gli Apocalyptica esordirono con Plays Metallica by four cellos, album nel quale coverizzavano (utilizzando i loro inseparabili violoncelli) alcune tra le più famose canzoni della formazione californiana. Da allora ne sono successe molte di cose, e i finlandesi hanno pian piano raggiunto traguardi invidiabili, specie se si considera la stranezza e, per certi versi, la poca accessibilità della loro proposta (ancora ricordo le facce strabiliate di chi li ascoltò per la prima volta in occasione del concerto milanese del 2005!). Il nuovo album (il sesto della loro carriera…) conferma appieno le notevoli doti del quartetto, grazie a brani caratterizzati dalla consueta classe, eleganza ed estrosità. Questi ragazzi, infatti, non sono solo ottimi compositori, arrangiatori e interpreti, ma hanno pure buon gusto e idee fuori del comune, dato che pensano di poter riuscire ad avvicinare il pubblico metal alla musica classica (e viceversa, ovviamente!). Anche stavolta hanno coinvolto una serie di special guest per realizzare il disco, vedi ad esempio l’immancabile drummer Dave Lombardo (da anni amico e collaboratore della band), oppure Corey Taylor (Slipknot, Stone Sour), Till Lindemann (Rammstein) e Cristina Scabbia (Lacuna Coil): i pezzi cantati dai tre vocalist sono molto belli e ben riusciti (mi riferisco in particolare ad “I’m not Jesus”, sorta di grunge-song davvero perfetta per il bravo Corey, e ad “Helden”, ossia la cover in tedesco di “Heroes” di David Bowie, ottimamente interpretata dal signor Lindemann), ma devo ammettere che ad essi preferisco i brani strumentali. Sono proprio questi ultimi, infatti, a mettere maggiormente in mostra l’abilità del gruppo, e tutto sommato sono anche quelli più potenti e d’impatto, basti pensare ai sorprendenti “Last hope”, “Ion”, “Grace” e alla stessa titletrack. Rispetto ai precedenti due cd pubblicati si nota un notevole miglioramento della qualità del suono, dovuto al fatto che in passato erano stati gli Apocalyptica a prodursi il materiale da soli, mentre stavolta il compito è stato affidato a Jacob Hellner, uno che di musica “pesante” se ne intende visto che ha lavorato a lungo con i già citati Rammstein. Insomma, che Worlds collide potesse essere un buon album c’era da aspettarselo, ma in questo caso è più appropriato dire che si tratta di un ritorno in pompa magna, e oltretutto per una delle band più originali di sempre…

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