Die Krupps: Too much history

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Ver Sacrum Nonostante abbiano alle spalle una carriera ultraventennale i tedeschi Die Krupps non sono mai riusciti a far breccia nei cuori degli ascoltatori italiani, rimanendo confinati in quel limbo popolato da una miriade di formazioni che solo in pochi conoscono. In madrepatria, invece, il combo capitanato da Jürgen Engler ha sempre riscosso un buon successo (del resto quale band crucca non riesce a raggiungere almeno un discreto livello di fama in casa propria??), inoltre non si può negare che esso abbia contribuito a stabilire le coordinate del sound che oggi chiamiamo “industrial (o electro) metal” con tanta nonchalance, ma che una quindicina d’anni or sono non era un genere così definito come è adesso. Credo quindi che questa compilation celebrativa serva a fare il punto della situazione, un po’ come se i Krupps volessero mettere in chiaro che certe cose le facevano già un sacco di tempo fa, e che magari queste ultime hanno influenzato gruppi poi diventati molto più celebri di loro. Da notare che la recensione fa riferimento alla release contenente due cd, ossia Vol. 1 – The electro years e Vol. 2 – The metal years, ma che entrambi gli album saranno messi in vendita anche separatamente, operazione a mio parere abbastanza incomprensibile nel contesto attuale e degna di esser menzionata proprio per la sua stranezza… Tra l’altro i brani del primo disco e quelli del secondo non sono così diversi tra loro: le canzoni di The metal years sono caratterizzate da un grado di aggressività e “tamarraggine” superiore rispetto alle altre, ma certo hanno che fare con l’elettronica molto più di quanto si possa pensare leggendo il titolo del cd! Difficile elencare gli episodi migliori o fare addirittura dei paragoni qualitativi tra il materiale di Vol. 1 e Vol. 2, ma pezzi come “Fatherland”, “Black beauty white heat”, “5 Millionen” o “The dawning of doom” ci fanno riflettere sul fatto che nella musica niente nasce per caso e tutto è irrimediabilmente collegato a qualcos’altro. Una compilation non solo per fan insomma, e un utile strumento per coloro che ancora non hanno scoperto questa seminale band.

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