Edge of Dawn: Borderline - Black Heart

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Ver Sacrum Sull’onda lunga del successo di Enjoy the fall, il loro ottimo album d’esordio, gli Edge of Dawn come si suol dire, “battono il ferro finchè è caldo”, licenziando questo EP, che in 8 tracce ci propone brani inediti e remix di brani già noti. Il disco ribadisce la classe ed il talento del duo Spinath/Schumacher, capaci di far ballare attraverso pezzi dalle strutture sonore non banali e dai testi introspettivi. Tra i brani già noti, si segnalano le tre versioni dell’ottima “Black heart”: le due denominate “Alpha” e “Beta” amplificano le potenzialità “dance” del brano, mentre la terza, “Coeur Triste” stravolge il pezzo, rallentandone decisamente il ritmo, ne modifica la struttura trasformandola in brano dal mood crepuscolare. “Descent” e “The nightmare I am” vengono remixate rispettivamente da Fractured e Stromkern, con risultati che francamente mi fanno preferire le versioni originali; pollice verso sopratutto per il lavoro degli Stromkern, band che del resto non ho mai apprezzato ed il cui tratto è ben riconoscibile anche questa volta, attraverso l’uso insistito di break-up e ritmi spezzati. Tre gli inediti: “Kiss or kill” è un delicato brano melodico in cui Spinath duetta con tale Charlene April; molto più ritmate “Split Second (Undertow)” e “Second Split (The Party Girl)”. In definitiva, come (quasi) tutti i mcd imperniati sopratutto su remix, Borderline – Black Heart è un disco non imprescindibile ma dal livello qualitativo sopra la media.

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