Ianva: L' Occidente

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Ver Sacrum Dopo il grande successo (di critica e di pubblico) raccolto dal singolo La Ballata dell’Ardito e dall’album Disobbedisco! era grande l’attesa e la curiosità per la nuova release di Ianva, ensamble genovese che con quelle due produzioni si è già affermata come una delle più interessanti realtà del panorama musicale “alternativo” italiano. Le aspettative non vengono deluse dal nuovo EP (disco da intendersi come opera a sé, ed i cui brani non saranno inclusi sul prossimo full length); L’ Occidente è un lavoro articolato in quattro tracce che ribadisce il valore assoluto del progetto genovese; ancora una volta siamo al cospetto di un lavoro concettuale in cui nulla è lasciato al caso e tutto viene realizzato con una professionalità assai rara nel panorama nazionale. Una veste grafica eccellente, brani intensi che brillano per la cura degli arrangiamenti, testi di spessore assoluto (autentiche poesie, con un gusto ed una passione per la metrica che sono una delizia per gli amanti della lingua italiana) da cantare e su cui riflettere. Siamo al cospetto di un progetto tra i più seri e rigorosi che si possano incontrare ai nostri giorni, formato da musicisti abilissimi che si integrano perfettamente con le eccelse doti di songwriter di Mercy, pure magnifico interprete vocale maschile (suo degno contraltare è Stefania D’Alterio, anche lei responsabile di voci e testi); sarebbe arduo e sbagliato collocare Ianva in una categoria musicale, ma è innegabile riconoscere nel suo sound l’influsso della migliore scuola cantautoriale italiana (e non solo) ed echi di colonne sonore cinematografiche (su questo mio giudizio incide molto l’importante ruolo degli strumenti a fiato nei brani di questo EP). Il disco viene aperto dalla “title-track”, superbo brano che ci parla del decadimento della società occidentale, grazie ad un testo al solito ficcante e mai banale, intriso di rabbia e disillusione; un pezzo intenso ed epico. “Santa Luce dei Macelli” (interpretata da Stefania D’Alterio) ci illustra, con l’andamento musicale di un tango, l’atmosfera di una processione religiosa nel Sud Italia, virandola verso atmosfere (per usare le parole stesse di Ianva) da “folk malavitoso e funereo cabaret”. “Il sereno e la tempesta” è un brano strumentale assolutamente pregevole, ma essendo i testi una delle più acuminate frecce della faretra di Ianva, lo pongo un gradino sotto agli altri tre brani. Chiude il disco “In battaglia”, cover di “The Battle” degli Strawbs; Ianva riscrive il testo, riportandoci alle atmosfere di Disobbedisco! (di cui questo pezzo può costituire una sorta di prequel), illustrandoci infatti il momento in cui il Maggiore Renzi irrompe nella vita di Giovanni Laurago, nel corso delle fasi convulse della battaglia di Monte S.Gabriele del Maggio 1917. Musicalmente si tratta di un brano riconducibile al filone “neo-folk” più classico, sopratutto per via del ruolo primario della chitarra acustica; un brano assolutamente strepitoso che chiude magistralmente questo ottimo lavoro. Se mai ve ne fosse bisogno, L’ Occidente riafferma l’assoluta grandezza ed originalità di Ianva nel panorama musicale italiano e non solo; un gruppo che palesa maturità e chiarezza d’intenti. Già bramanti per un nuovo album, godiamoci questo Ep. Capolavoro!

TagsIanva
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