Samsas Traum: Heiliges Herz- Das Schwert Deiner Sonne

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Ver Sacrum Ma quanto è brutto questo Heiliges Herz – Das Schwertz Deiner Sonne, brutto quasi quanto la copertina, nel senso che questa, pur terrificante, è meglio… Il buon Alexander Kaschte vorrebbe proporre una sorta di symphonic/melodic black metal ultrascremato contaminato da suoni gothic/ gothic metal molto teutonici ( e se faccio i nomi di Lacrimosa e Umbra et Imago ci siamo capiti?) e frullato con qualche sonorità elettronica. Il risultato è una polpetta indigesta di cui doppia cassa inutile e roboante, riff vetero metal, melassa di tastieroni onnipresenti, voce insopportabile che alterna vaghe reminescenze di pessimo screaming black a tirate pulite pulite e molto crucche e sinfonismo d’accatto sono gli ingredienti avariati. E dove Samsas Traum vuol fare il melodico ed il meditabondo (“Liebesliede”, con quegli arpeggi acustici!), si arriva ad un pop-metal che fa sembrare gli Him dei giganti. Pare che il lavoro sia in commercio in doppio CD, uno con l’album vero e proprio ed uno con i remix. A noi è giunto solo il cd principale, ma sinceramente è meglio così, perché ci viene già dato da assaggiare un brano remixato (“Auf den Spiralnebeln, presente anche nella versione di Peter Tägtgren, che tenta disperatamente di dare respiro ad un pezzo nato morto) e sinceramente ci basta.

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