Ver Sacrum Già per la confezione, i giuovini Shenight meritano una honourable mention! Una scatoletta in cartone che non sarà comoda da maneggiare, ma che costituisce perlomeno trovata originale, dalla grafica retrò e contenente un book con le foto dei sei musicisti, dal look assolutamente goth, ma non esagerato, affatto (la posa del vocalist Mattia Liberali ricorda il buon Gary Numan!), e quattro cartoline riportanti le liriche degli – altrettanti – brani che compongono “Luna moths”. I quali risentono pesantemente delle influenze dei loro compositori, ma hanno il pregio di suonare freschi e grintosi al punto giusto. Esaltanti il verbo decadente e misterico che è alla base di episodi come “Road to nowhere” e “Sick love”, tra rimandi a Marilyn Manson, ai Christian Death era-Rozz, ed a certo rock fortemente obscuro ed iniettato d’abbondanti dosi electro (“Scarlet starlet” è un buon incrocio tra HIM, The 69 Eyes ed i nostri Dope Stars Inc.). Dimenticavo, gli Shenight diffondono il loro messaggio live, facendo del palco il loro naturale habitat, non temendo d’imbarcarsi in tour di lunga distanza (hanno suonato in Slovenia, ma pure in Russia!). Oggettino da culto il dischetto: addobbato come un vero vinile! Che chicca!

Per informazioni: www.myspace.com/shenightrock
Web: http://www.shenight.com