Lesbians on Ecstasy: We know you know

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Ver Sacrum Ho conosciuto le LOE per caso, quest’estate, a Quèbec, durante il concerto di chiusura dell’Arc en Ciel (il gay pride quebecchese), su un palco all’aperto nella piazza principale della città. E mi aveva colpito molto positivamente il loro approccio vitale ed energetico (e diciamo pure -non sarà un peccato no? – festoso) ad un electro clash/ electro punk contaminato da istanze che va dal pop vintage ad un industrial a volte anche molto pesante (lato questo che mi pareva abbastanza trattenuto, dato l’ambiente). Questa impressione è stata poi confermata poco più di un mese dopo, a Roma, quando ho visto le ragazze di Montreal (tutte più o meno provenienti dalla scena punk e alternative di quella città) in concerto in un piccolo club (il Traffic), dove hanno tirato fuori tutto il loro lato psychedelic punk, lasciando libera esprimersi la gamma completa dei loro suoni, compresi quelli più violenti e danzerecci. La formazione prevede la vocalist, una percussionista che usa un octapad molto eighties, una bassista a tratti davvero “rough” ed ovviamente una tastierista che con le sue soluzioni e i suoi campionamenti marchia il suono della band. Questo We know you know, è lavoro completamente autoprodotto e si ispira, fin dall’artwork (esiste anche una versione in vinile, con un brano in meno) alle autoproduzioni lesbiche e femministe nord americane degli anni ’70 (tipo il quelle nate dal collettivo Olivia Records). E’ dunque un disco fieramente militante, ma intriso di vitalità, colore e leggerezza, che pone in secondo piano il cotè puramente ideologico. Dunque, nel complesson 10 brani di matrice indie electro clash /electro punk in salsa vintage, che esplorano i diversi lati di un approccio comunque marcatamente dance e “partecipativo”. “Sister in the Struggle” è un anthem elettronico deliziosamente ed ironicamente retrò. “Sedition” gioca con l’industrial acido e pesante, divertendosi a “sporcarlo” con buffi sberleffi elettronici e vocals stralunate. “The Cold Touch of Leather” (dal testo fortemente “di genere”) è una sorta di canto hippie, molto seventies dunque, portato in fibrillazione dall’immersione in suoni acidi e saturi. “Victoria’s Secret”, è una specie di reading che fa il verso a sperimentazioni elettroniche oldie, con buffi e ironici suoni “robotici”. “We won’t give it Back” è industrial lisergico e coinvolgente, mentre con “Party Time (a womyn’s luv)” siamo dalle parti di uno strepitoso scioglilingua electro punk, irresistibile nella sua trascinante forza dance. “Is this the way?” (il brano non presente nella versione in vinile) ci regala a sorpresa suoni industrial cadenzati, marziali e violenti, che potrebbero spingere all’headbanging anche gli industrial-metallers più incalliti. Con “Alone in Madness”, si ritorna a sonorità più tranquille e poppeggianti, caratterizzate da delicate melodie elettroniche. “It’s Practically Freedom” è una sorta di synth pop inacidito e reso stralunato dall’attitudine allo sberleffo delle 4 stravaganti follette canadesi. Chiude degnamente We Know you Know “Mortified”, una ballad “corale” che sembra venuta fuori da un inprobabile Hair di inizio millennio. Brave dunque le LOE: coraggiose, indipendenti, trasversali, eclettiche, militanti, vitalissime e divertenti. E di queste cose, Dio sa quanto la scena “alternativa” abbia bisogno.

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