Saul Williams: The Inevitable Rise and Liberation of NiggyTardust!

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Ver Sacrum E’ quantomeno strano recensire un lavoro di un artista hip-hop su Ver Sacrum ma la genesi di NiggyTardust è senz’altro particolare. L’album è infatti stato prodotto da Trent Reznor dei Nine Inch Nails, che ha scritto anche buona parte delle musiche. L’impronta di Reznor si fa sentire e questo naturalmente è il motivo principale di interesse del disco. D’altra parte anche in Year Zero era possibile sentire qualche traccia di ritmica hip-hop (si pensi a “The Greater Good”); specularmente qui in NiggyTardust non si fa fatica a riconoscere qualche suono “superstite” da Year Zero. Il risultato di questa collaborazione tra Williams e Reznor ha degli aspetti decisamente interessanti sebbene l’hip-hop, così come in generale la black music, siano totalmente avulse dai miei gusti musicali. Qui ci troviamo di fronte ad un connubio fortemente contaminato e nei pezzi dove gli arrangiamenti industriali prendono il sopravvento il risultato è davvero buono. Ottime da questo punto di vista sono “Break” o la cover di “Sunday Bloody Sunday” degli U2, rovinata però da un coretto che ci sta come i cavoli a merenda. Gradevoli sono i momenti pop che hanno il culmine nell’energica “WTF!”, nella lenta “No one ever does” e nella davvero bella “Banged And Blown Through” (che sembra davvero una outtake dei NIN). Prima che vi esaltiate vi segnalo che non mancano dei momenti più marcatamente e tradizionalmente “black”, dall’hip-hop di “Tr(n)igger” e “NiggyTardust” al soul di “Scared Money”, su cui sospendo il giudizio visto che non sono generi che “mastico” abitualmente. Naturalmente le altre canzoni dell’album mescolano insieme tutte queste suggestioni, con risultati sempre interessanti ma talvolta buoni e talvolta un po’ meno. La contaminazione è la chiave di lettura di quest’album, ed è evidente anche nel modo di esprimersi di Saul Williams, che abbandona in più di un episodio la forma “rappata” pura per cantare, tra l’altro con buoni risultati: emblematica da questo punto di vista è “Raised To Be Lowered”, in cui Williams “rappa” su una base di chitarre (che i fan dei NIN non faticheranno a riconoscere) fino all’accattivante ritornello, completamente cantato. Insomma i motivi di interesse di quest’album per Ver Sacrum non sono nulli e quindi se siete stati incuriositi da questa descrizione vi consiglio senza dubbio di andare a visitare il sito dell’album e di scaricarlo. Eh sì perché anche questa è una delle ragioni per cui mi fa piacere parlare di NiggyTardust: l’album è uscito senza il supporto di alcuna casa discografica e può essere scaricato dal sito dell’artista, come nel caso ormai celebre di In Rainbows dei Radiohead, sia in forma gratuita che pagando il prezzo davvero “politico” di 5$, al cambio attuale poco più di 3,50 EUR. Oltre ai brani in vari formati audio, tutti di alta qualità, questa distribuzione digitale dell’album include un eccellente booklet di oltre 30 pagine, strapieno di illustrazioni e con tutti i testi, purtroppo scritti in una grafia ai limiti della comprensibilità. E’ davvero un peccato non riuscire a leggere i testi a dovere, perché Saul Williams è anche un poeta e nelle sue liriche affronta in modo assai efficace temi di denuncia politica e soprattutto sociale, in particolare il razzismo. Questa è un’unica pecca di un’operazione interessante tutto sommato anche dal punto di vista musicale: non finirà nella mia playlist 2007 ma NiggyTardust è senz’altro più stimolante di buona parte dei CD ascoltati quest’anno.

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