The Enemy: We'll live and die in these towns

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Ver Sacrum Come ho già detto in più occasioni, ogni volta che sento parlare di “new sensation” della scena alternative rock inglese mi chiedo se la band in questione risulterà davvero valida o se invece sarà l’ennesimo fenomeno destinato a rimanere tale solo per un breve periodo. Molti gruppi, in anni recenti, hanno raggiunto un clamoroso successo con il cd di debutto ma non si sono riconfermati con il successivo, mostrando una notevole carenza di idee (vedi il caso degli Arctic Monkeys) o perdendo la propria identità, per cui c’è da augurarsi che almeno i The Enemy non facciano una fine così ingloriosa. Se ciò accadesse sarebbe un vero peccato perché il trio di Coventry (formato dal cantante/chitarrista Tom Clarke, dal bassista Andy Hopkins e dal drummer Liam Watts) ha sfornato un album d’esordio tutt’altro che scialbo e banale, grazie al quale ha guadagnato la posizione numero uno nella classifica discografica del Regno Unito. Come al solito non si può parlare di sound innovativo, ma di sicuro i tre ragazzi hanno qualcosa in più rispetto alle formazioni che ultimamente si sono cimentate con lo stesso genere, e il loro talento lo dimostrano soprattutto a livello di songwriting. We’ll live and die in these towns è infatti un concentrato di pezzi ben fatti e immediati, che in certi casi rimandano a nomi sacri della scena musicale britannica (The Jam, The Smiths, Manic Street Preachers e via dicendo…), ma che nonostante ciò risultano freschi e attuali. È impossibile non lasciarsi ammaliare da brani come “Pressure”, “40 Days and 40 nights”, “Technodanceaphobia” e “It’s not OK”, ma è senza dubbio con “Had enough” che arriva la vera “mazzata”, visto che tale canzone include un ritornello ruffianissimo che ti entra subito in testa e ti ritrovi a canticchiare senza accorgertene! E visto che fare delle previsioni sul futuro del gruppo sarebbe una mossa assai azzardata, direi che è molto meglio gustarsi questo bel dischetto senza farsi tanti problemi, chiedendosi a quale band toccherà diventare il prossimo fenomeno…

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