Gotterdammerung: Of whores and culture

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Ver Sacrum Convincente prova per gli olandesi Gotterdammerung, questo Of whores and culture, disco apprezzabile contenente più d’uno spunto di buon livello. Un team sicuramente di seconda fascia, ma capace di scrivere ottimi pezzi, sopra tutto quando prende a riferimento il buon e sano vecchio goth-rock. “Warhorse” (col suo attacco veemente che chiama in causa i Sex Gang Children ma pure i frangenti tribaleggianti cari ad Ian Astbury) e “First-in-man” possiedono una bella struttura che le rende assolutamente irresistibili, la cover di “The prow” (l’originale è dei Voivod) potrà stupire i puristi, considerata la paternità (gruppo immenso, quello canadese, anche se sfortunato…), ma alla fine convincerà anche i più scettici, “Oblivion” è un brano che rilegge The Mission e la tradizione rock più obscura, una traccia opulenta che rappresenta uno dei vertici qualitativi del ciddì, con una coralità ed una forza espressiva impressionanti. Nel mezzo (del cammin…, ehi! stavo sbandando), episodi come “Bleeding wonder”, “Whore Mill… a game of fear”, “No deviation” ed “At status” non riservano sorprese, percorrendo sentieri già battuti e per questo noti, non è un caso se non mi ha impressionato affatto quella “Vibroboy” che l’info-sheet qualificava come sicuro dancefloor supersmasher, forse l’estensore delle note si è lasciato sopraffare dall’entusiasmo. Se la saudade dei gloriosi ottanta prende il sopravvento, assumete in massicce dosi “Of whores and culture”, questo medicamento portentoso non contiene indicazioni, parola di Hadrianus!

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