L'Ame Immortelle: Namenlos

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Ver Sacrum La realizzazione di Namenlos, ottavo album di L’Ame Immortelle, segna il loro ritorno su Trisol, l’etichettà che li lanciò nel 1997 con l’album Lieder die wie wunden bluten. Le note promozionali che hanno preceduto la pubblicazione del disco parlavano di un ritorno del duo austriaco alle sonorità elettro-dark che contraddistinguevano i loro primi dischi; in realtà di questo ritorno della componente elettronica nel suond di L’Ame Immortelle ci sono ben poche tracce. I brani che possono maggiormente ricordare il loro vecchio stile sono la traccia numero due del disco, “1000 Voices”, interpretata da Thomas col consueto cantato distorto, su basi elettro dall’andamento indubbiamente “catchy” e “Es tut mir leid”, cantata dai due in coppia, un pezzo dal ritmo coinvolgente che promette di funzionare molto bene sia in pista che dal vivo. L’inizio del disco è comunque pienamente nelle mani di Sonja, la cui interpretazione vocale è come sempre ottima, sia nell’iniziale “Vergessen” (brano di alta intensità emotiva eseguito con la sola voce), sia nelle successive “Behind the light” e “Bleib”, brani dalle strutture gothic-rock che da sempre fanno parte del background di Thomas e Sonja, ma che negli ultimi dischi avevano sin troppo dato spazio alla matrice “rock”, a scapito di quella “elettro-dark”. Se quindi il duo austriaco dimostra di voler proseguire il percorso stilistico intrapreso con gli ultimi due album realizzati per Gun Records, la qualità dei brani sembra migliorata. “Requiem” è interpreta in coppia dai due: un pezzo dalla melodia efficace che si segnala tra le cose piu’ immediate del disco, ma è indubbio che il livello del disco salga quando è Sonja a cantare; così dopo la breve e minimale “Lost”, troviamo “Blutrot”, uno dei migliori pezzi del disco, sia per l’interpretazione vocale, sia per la struttura sonora, in cui gli archi giocano un ruolo di primo piano. “Reborn” è gothic-rock arioso e senza troppe pretese; di “Es tut mir leid” abbiamo già detto; è la volta di “Niemals”, un altro degli highlights del disco. Decisamente frizzante e “pop” è “The Cleansing”, brano in cui Sonja si sbizzarisce in vocalizzi particolari in cui si possono cogliere citazioni di Anna Varney (Sopor Aeternus), uno dei suoi miti-musicali dichiarati; chiusura affidata alla title-track: plumbeo brano (forse un pò prolisso) in cui canta anche Thomas. Anche se il duo austriaco non rientra da tempo nei miei ascolti preferiti e continuo a rimpiangere i loro primi dischi, devo dare atto a Namenlos di essere un buon album, per quanto mi riguarda, il loro miglior lavoro dai tempi di Dann habe ich umsonst gelebt. Il secondo cd contiene otto tracce; in apertura le due inedite “Erneuerung” e “When the sun has ceased to shine”; la prima è solo un breve “intro” recitato da Thomas, interprete anche della seconda, un brioso brano elettro-pop. Seguono i rifacimenti di sei brani di L’Ame Immortelle, a cura di nomi come Spiritual Front, Sieben, Steinkind, Whispers In The Shadow, ecc… Nonostante la mia scarsa simpatia per i cd di remix, spesso raccoglitori di brani totalmente inutili, devo dare atto ai brani inclusi in questo secondo dischetto di offrirci riletture completamente diverse rispetto alle versioni originali, con risultati anche apprezzabili, come nel caso degli ottimi brani interpretati da Sieben e Spiritual Front.

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