Nine Inch Nails: Y34RZ3R0R3M1X3D

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Ver Sacrum Gli album di remix mi lasciano abbastanza indifferente: rari sono i casi in cui le versioni rielaborate sono superiori agli originali (mi viene in mente, tanto per uscire dal seminato, l’eccellente remix di “Destillat” dei Das Ich riletta dai VNV Nation, ma questa è proprio un’altra storia…). Quasi ogni album dei NIN ha avuto un “gemello” di remix e pezzi inediti, tutte opere interessanti visto il calibro dei “remixer” presenti in quei CD (da Foetus ai Coil, da Aphex Twin a Dave Ogilvie, etc.) ma si è trattato comunque sempre di opere minori, ad uso privilegiato, se non esclusivo, dei fan di Reznor. Questo Y34RZ3R0R3M1X3D (ovvero “Year Zero Remixed”) segue nella tradizione dei suoi predecessori: i brani di Year Zero sono elaborati da prestigiosi musicisti, in particolare i Ladytron, Gillian Gilbert e Stephen Morris, ovvero 2/4 dei New Order, Saul Williams, ormai gregario ufficiale di Reznor, Bill Laswell, etc.. Come scritto in sede di recensione, Year Zero è un album interessante (non a caso è finito nella mia Playlist di fine anno), con dei buoni pezzi ma senza picchi particolari. Le sue canzoni sono state elaborate in buona parte su un laptop durante le pause del lungo tour 2005-2006 dei NIN: forse il fatto di essere nate in forma digitale, lavorando sui programmi di composizione ed editing sonoro, le ha rese in qualche modo già pronte per essere sottoposte a ulteriori rielaborazioni. Y34RZ3R0R3M1X3D è quindi un esperimento piacevole, con alcune reinterpretazioni particolarmente riuscite, in primis “The beginning of the end” rivista dai Ladytron che infondono al pezzo il loro inconfondibile stile (e che dire della citazione di “Closer” nell’outro del brano?). Piuttosto buona anche la rilettura di “The great destroyer” ad opera di Modwheelmood, il progetto di cui fa parte Alessandro Cortini, attuale membro della formazione live dei NIN: si tratta di un’interpretazione in stile pop-elettronico, molto raffinata e minimale, un po’ alla Air per intenderci. Molto bella e strana “The warning” di Stefan Goodchild e Doudou N’Diaye Rose, mentre il remix più particolare è sicuramente quello di “Capital G” a cura di Epworth Phones, una rilettura in stile tecno, un po’ (tanto) tamarra ma che si mette in luce per il lavoro incredibile fatto sui suoni. Di Y34RZ3R0R3M1X3D esistono due versioni, una in CD e una in triplo (!!!) vinile, che, tanto per spillare qualche soldo in più ai fan “allocchi”, contiene dei pezzi diversi rispetto al CD. Il CD contiene invece un DVD con le tracce audio dei brani di Year Zero, pronte per essere remixate con vari programmi per Mac e PC. Infatti come compendio del disco, Reznor ha inaugurato un sito ufficiale di remix (remix.nin.com) per stimolare la creazione di una comunità da far nascere intorno alle rielaborazioni dei pezzi dei NIN. Il sito è davvero carino, per quanto povero graficamente, ed è possibile ascoltare e scaricare tantissimi remix (compreso qualche pezzo inedito donato dallo stesso Reznor!), votare i brani più interessanti e proporre le proprie rielaborazioni. Con questo sito Y34RZ3R0R3M1X3D diventa a tutti gli effetti un “work in progress”, un’operazione per soli fan ma sicuramente un esperimento innovativo e interessante. Se i NIN non sono la vostra fede potete ignorare il CD ma vi consiglio in ogni caso di fare una capatina su remix.nin.com.

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