Punish Yourself: Cult movie + Sexplosive locomotive

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Ver Sacrum Davvero sorprendenti, i franchi Punish Yourself. Pazzi, stravaganti a dir poco colle loro mise coloratissime e fluorescenti, perversi maniaci del pentagramma, ci hanno ormai abituati ad ogni nefandezza sonica, il tutto proposto con ironia e sfacciataggine tali da rendere impossibile un giudizio negativo nei loro confronti. Col discusso (per qualcheduno) “Gore baby gore” del 2006, avevamo accettato pure un ammorbidimento, relativo, del loro sound a beneficio della melodia, ora con “Cult movie” ci sottopongono ad una ulteriore prova a dir poco spiazzante. Il titolo è ben esplicativo delle loro intenzioni, trattasi di una vera e propria colonna sonora, degna d’una pellicola futurista, nichilista, obscurissima, un “Blade runner” ancor più gotico, estremo e disturbante. Un disco da prendere o lasciare che non accetterà compromessi, strumentale anche nell’uso sporadico delle vocals, rantoli o sussurri al servizio della composizione, sussidiari alla marea di note che vi investirà. Furore industrial, paesaggi neri come la pece illustranti scuri palazzoni dai muri sbrecciati, stillanti smog caliginoso e ricoperti di muschi radioattivi, che si susseguono l’uno dopo l’altro, anonimi ed alienanti, popolati di creature avvinghiate disperatamente ad una civiltà morente, o forse già estintasi da tempo (come nell’epica e solenne “…Blood is the key” od in “We shall be the new Messiah” che non sfigurerebbe su produzioni targate CMI). Il tutto permeato da un senso d’appiccicosa inquietudine che monta collo scorrere dei solchi (ottimo l’artwork del disco, richiamante i bei vinili dei tempi che furono!), che episodi feroci come “Snakebiteredschmuck” sanno rendere assurdamente reali, fino all’urlo liberatorio che lo chiude. “Dead hills” si muove sinuosa sulle note di un grande sax, “Cult movie remake” è un non-brano de-strutturato e costruito su abrasive scariche di puro umorismo e brandelli di dialogo (recitato da un pazzo appenza fuggito da qualche squallidissimo manicomio criminale), “Evil lurks” è jazz rivisitato alla maniera deviata dei suoi esecutori, “Always hungry” getta un ponte tra il presente “Cult movie” e le passate produzioni del gruppo, “Six dollars, sixty six cents” è una nenia assai pericolosa, “Men in the jungle/Heart of darkness” chiude opportunamente l’opera, col suo incedere da goth-club popolato di creature poco rassicuranti. Un incubo? Chissà, i PY sono dei maestri nel materializzare le nostre più recondite paure. Non è da tutti confezionare un albo non-cantato capace di tener desta l’attenzione dell’ascoltatore dal rimo all’ultimo secondo, eppure questi quattro ce l’hanno fatta. Certo che il mio lettore mp3 lo ospiterà fino allo sfinimento! “Cult movie” risveglierà la bestia che dorme negli anfratti più remoti ed apparentemente insondabili della vostra coscienza, non vi sarà facile sedarla. Buona fortuna, amici miei, avete appena varcato la soglia della sala, la proiezione sta per iniziare. Le luci si spengono, lentamente, una dopo l’altra, fate attenzione a chi (od a cosa…) vi siede accanto. l’Inferno vi attende… P.S.: disponibile una lussuriosa(!) edizione in digipack contenente “Cult movie” (che porta in dote la clip di “Gun”) più un disketto aggiuntivo con la riedizione di “Sexplosive locomotive” completata da due tracce bonus!

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