Krepulec: New Radical

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Ver Sacrum Questo New Radical, uscito a novembre 2007, è una vera sorpresa. Non avevo mai ascoltato prima i Krepulec, duo polacco dedito alla frangia più marziale dell’industrial, ma adesso sto correndo a recuperare tutto il recuperabile e a colmare la lacuna. I due, come accennato, sono da considerarsi parte di quella scena definita come martial industrial, ma aggiungono alla mistura una notevole dose di neofolk grazie all’uso accorto di chitarra acustica e soprattutto fisarmonica, vero elemento distintivo nel suono del progetto. Tematicamente l’album va a coprire il periodo postbellico della Polonia, periodo nel quale se da un lato si usciva dall’occupazione nazista, dall’altro si stava per entrare nella fase di occupazione comunista. Nulla di nuovo sotto il sole, dato che buona parte dei gruppi che ripropongono il genere rivolge lo sguardo allo stesso periodo storico. I Krepulec però si distinguono per lo più sul profilo prettamente musicale; il minimo comune denominatore è sempre presente, il tamburo marziale, le voci campionate, c’è tutto l’armamentario del genere che ogni ascoltatore si aspetta di trovare, ma una volta tanto la parsimonia con cui viene usato e l’utilizzo che i due fanno della tradizione musicale del proprio paese rendono piacevole l’ascolto di New Radical. Valgano su tutte l’ascolto di “Kongres Jedności” e soprattutto “Tango”, molto abili nel ricreare atmosfere retrò grazie all’uso della già citata fisarmonica. Qualche momento di stanca arriva con “Europa”, che a partire dal titolo sa troppo di già sentito, ma nel complesso l’album funziona. Oltre all’edizione normale l’album, come sempre, esce anche in edizione limitata con un CD bonus che ripropone l’esauritissimo primo album del duo.

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