Cell Division: Chymeia

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Ver Sacrum E con questo fanno cinque. Tanti sono gli albi rilasciati dal quartetto elvetico dei Cell Division, gruppo che si mantiene in perfetto equilibrio tra derive dark, sfuriate a cavallo tra metal modernista e punk edulcorato ed ambizioni mainstream, facendo comunque ampio uso di collante pop, spalmato in dosi sufficienti a garantire ai dieci pezzi di Chymeia il necessario appeal. La bella voce di Gelgia caratterizza questi episodi, a tratti fragili, altri decisamente vigorosi, colle chitarre di Mirjam a garantire dinamismo e la batteria di Dani ed il basso della new-entry Oli a sostenere l’impalcatura sonika innalzata con precisione (svizzera…) dai quattro. Che se non esternano particolari doti esecutive, per lo meno sono in grado di ammaliare l’ascoltatore, rapendo la sua attenzione tra rimandi ai nostri Helalyn Flowers (“Dirge for the doomed”, che curiosamente era il titolo del predecessore di Chymeia) e pure ai Belladonna (“Shut up”), senza però possedere la carica elettro dei primi o l’erotica sensualità dei secondi. Tanto che i timori che prima o poi in un primo passo falso inevitabilmente ci si debba imbattere, inoltrandoci nell’analisi della track-list, paiono sfumare col succedersi dei titoli; se la bella terna iniziale (“Jaded”, “White pain” e “Wasteland”) dichiara il loro verbo, “The dead rose” e “Should I” ulteriormente lo focalizzano. La dondolante “Dreams” la si potrebbe considerare un piccolo omaggio alla Siouxie più intimista, peccato che alla lunga la varietà stilistica auspicata nelle scarne note informative allegate al ciddì appaia più un intento che un risultato ottenuto, con “Ueberdimensional” a fare il verso a certo electronic-pop in voga negli anni ottanta. Chiude risollevando le quotazioni di Chymeia l’acustica semi-ballata “Twilight” (che si dilunga a sorpresa, svelando il lato più sperimentale del combo), lasciandoci infine soddisfatti, anche se la sensazione che ai Cell Division qualcosa ancora manchi, per ottenere un riconoscimento più ampio, è infine ben netta.

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