Comando Suzie: Pobres Chavales

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Ver Sacrum Lo split 7″ di qualche mese fa insieme a O Paradis ne ha fatto conoscere nome e attitudine. Ma il duo catalano Comando Suzie ha diverse maniere per sfoderare le sue armi. E dopo quella “El pequeño tamborilero”, in cui una tanto essenziale quanto efficace melodia acustica si accompagnava a lyrics di un’ironia pienamente apprezzabile da parte di chi, della prosopopea e del malcelato conformismo di certi “ambienti”, crede sia ormai il caso di ridere, rimane la medesima attitudine, trascritta in una diversa chiave. Per chi ama le armonie minimali e dirette dell’elettronica early 80s, Pobres Chavales non può che essere un must; ma l’effetto-nostalgia fa i conti con una personalità dirompente, e un modus operandi che fa sì che anche la combinazione apparentemente più semplice (e ciò che sembra per così dire facile, aggiungo, è spesso in realtà molto più sofisticato e studiato di tanti presunti virtuosismi) si dipani nelle sue mille sfaccettature una volta impiantatasi nella testa di chi ascolta. Perché le melodie racchiuse in queste 11 tracce, dalla volontariamente o meno sexy “Disciplina”, il sentore di micromusic d’antan di “Chicos Austriacos”, l’oscura disco-retrò di “Rumania mon amour” e quel capolavoro minimal che è “Larga vida al Rocanrol (y a Vincent Leone)”, dal mero farsi ascoltare passano in un attimo al farsi profondamente sentire; e su tutto emergono le vocals profonde, pacate, lievemente beffarde di Raul Lopez, crooner sui generis di una Barcellona che si scopre qui nella sua varia, complessa, assurda verità. Pobres chavales è un piccolo gioiello consigliato a chi, alle solite idee che fanno rumore, preferisce il rumore delle idee. E qui ce ne sono quante volete.

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