Marina Siertis: The much needed second cold war

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Ver Sacrum Non conoscendo affatto i Marina Siertis, e facendo riferimento a quanto riportato nella loro biografia, mi aspettavo di ascoltare un cd influenzato dalle sonorità di gruppi come Depeche Mode, Cure e Radiohead (erano infatti questi i nomi citati nella presentazione che avevo letto…), invece devo dire che le informazioni fornite sono risultate un tantino fuorvianti. Ma cominciamo dall’inizio: il terzetto in questione (formato da Martin Löfgren alla voce, André Öberg alle tastiere e Martin Fridegren alla chitarra) non ha finora raggiunto un grande successo, ma ha già parecchi anni di carriera alle spalle, durante i quali sono usciti un paio di Ep e un album dal titolo Delay and depression (2002). La nuova fatica discografica ha però caratteristiche tali da mettere in difficoltà il recensore, difatti si colloca nel limbo di cui fanno parte tutti quei lavori non brutti ma neanche esaltanti, che perfino dopo diversi ascolti lasciano un po’ interdetti e dubbiosi circa il giudizio da dare. Ciò accade perché i brani dei Marina Siertis convincono solo sotto certi punti di vista: le parti cantate, tanto per fare un esempio, sono molto belle, oscure ed emozionanti, mentre il sound tende troppo al minimalismo per i miei gusti, e non supporta degnamente la performance del bravo M. Löfgren (non è un caso che la voce, in fase di mixaggio, sia stata messa in risalto rispetto a tutto il resto, ma purtroppo l’espediente non è servito a risollevare le sorti del cd!). Riguardo la musica proposta dalla band, l’idea (peraltro non malvagia) era quella di unire generi come il synth-pop, la wave e il rock intimista, ma la realizzazione finale fa pensare che i nostri debbano imparare a sfruttare meglio le loro doti compositive, cercando di sviluppare certe buone idee e di rendere un po’ più corpose sia le linee melodiche che l’intera struttura dei pezzi. Senz’altro i margini di miglioramento ci sono, e forse la prossima volta, con l’aiuto di un buon produttore, il gruppo riuscirà finalmente a fare il tanto atteso salto di qualità.

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