All My Faith Lost…

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All My Faith Lost...

All My Faith Lost... a Roma, Foto di Softblackstar

Strana serata quella occorsa al Traffic di Roma. Sul palco due noti (?) gruppi italiani, gli All My Faith Lost… e, in apertura, i Rose Rovine e Amanti. Arrivo al locale con una decina di minuti di ritardo, e trovo i quattro gatti accorsi già in solenne ascolto del rituale romano di Damiano Mercuri e soci. Lo ammetto, ero partito molto prevenuto circa l’esibizione del gruppo locale, complice il ricordo di una non proprio memorabile esibizione londinese di spalla a Sol Invictus.

All’inizio sono favorevolmente colpito da quanto vedo sul palco del Traffic. Tanto per cominciare, la formazione è in parte differente da quella che avevo visto al Water Rats, è più affiatata e compatta, e la cosa si riflette non poco sull’esibizione. I primi due-tre brani che ascolto scorrono via piacevoli, ed ero già pronto a fare ammenda e a concedere un’altra possibilità ai Rose Rovine e Amanti, quando iniziano i primi problemi.

Parte “Soldato Cristiano (Let Us Pray In Silence)”, e subito il mio entusiasmo scende prossimo allo zero. Il tono esasperato, (involontariamente) grottesco della voce di Mercuri è il colpo di grazia a un brano che già di per sé, anche nella versione in studio, è tutt’altro che buono. A questo va ad aggiungersi l’atteggiamento sul palco di Damiano Mercuri, che – questa è la mia impressione – pare convinto di essere una grande Rockstar. Il problema è che non ci sono proprio i numeri, cosa che incide in maniera controproducente sull’impatto live.

La brutta cover dei Von Thronstal, altro gruppo per il quale non ho mai nutrito particolare simpatia, debella definitivamente l’impressione positiva iniziale. Come se non bastasse, pare ci siano dei problemi ai monitor, cosa che mette in comprensibile difficoltà il gruppo. Dopo vari tentennamenti, il concerto si interrompe bruscamente, lasciando interdetto il pubblico. Peccato, perché dal lato del pubblico il suono era molto pulito e ben bilanciato.

A questo punto non so se essere contento che l’esibizione dei romani sia finita presto o perplesso per la reazione del gruppo. Ciliegina sulla torta, la serata prosegue con gli All My Faith Lost… per l’occasione ridotti a due senza violoncello. Poco male, però, perché la loro esibizione è piacevole. Senza dubbio la mancanza del violoncello si sente, ma Federico e Viola cercano di sopperire modificando la scaletta in modo da eseguire brani in cui il supporto dello strumento mancante è meno evidente. Il suono si fa ancora più scarno, e le fragili melodie a cui gli All My Faith Lost … ci hanno abituato diventano ancora più spettrali. Si alternano così brani tratti dalle ultime due uscite discografiche come “Angelike”, “Notti Bianche”, “Land’s End”, “Ocean Sea”, “All Day I Hear Your Voice”, ma c’è spazio anche per brani più vecchi come “Anja” e “The Fideal” (entrambi da In A Sea, In A Lake, In A River … … Or In A Teardrop, del 2002).

I due creano un’atmosfera rarefatta e delicata che convince appieno, e che lascia intuire come sarebbe potuto essere con l’aggiunta del violoncello. A questo punto spero di rivederli al più presto al completo.

Considerando che il prezzo del biglietto era di soli quattro euro, penso di potermi ritenere comunque soddisfatto dall’esibizione del duo. Pollice verso invece per i Rose Rovine e Amanti, che dopo due deludenti esibizioni sono ormai giunti in fondo alla mia classifica di gradimento. Pollice verso anche per il pubblico: in sala ci saranno state sì e no una trentina di persone, a occhio e croce. Possibile che nemmeno per quattro miseri euro i goticoatti de’ Roma muovano il sederino impellettato?

All My Faith Lost...

All My Faith Lost... a Roma, Foto di Softblackstar

Links:

All My Faith Lost…: sito ufficiale

All My Faith Lost… @ MySpace

Rose Rovine e Amanti: sito ufficiale

Rose Rovine e Amanti @ MySpace

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