Corpoparassita: Bambinocheride

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Ver Sacrum Mi giunge, a breve distanza dall’interessante Inesorabile uscito per la nostrana Final Muzik, un’altra produzione del duo alessandrino Corpoparassita. Per questo Bambinocherie i nostri si sono dovuti spostare in Giappone, presso la Deserted Factory. Non mi è ben chiara la storia di questo CD o, meglio, il motivo per cui sia giunto solo oggi, visto che il materiale in esso contenuto, è datato 2004: sarei portato a pensare ad una ristampa di un lavoro precedentemente pubblicato sotto altra forma ma è solo una mia idea sulla quale non ho riscontri. La grafica di copertina ben introduce al contenuto del dischetto che è in grado di infondere nell’ascoltatore un’inquietudine non indifferente: ci troviamo nei territori dell’ambient oscura che si ridistende indietro verso l’industrial primevo, condita da contaminazioni di vario genere, come apparenti field recordings, sussurri e voci campionate, rumori e suoni distorti. Meno cupa e glaciale delle produzioni scandinave, la musica del Corpoparassita non è però meno inquietante e continua a farmi pensare ai processi psichici di una mente malata o persa in un luogo lontano da quello della vita reale. Si tratta di sonorità non certo nuovissime o al massimo dell’originalità ma qualitativamente siamo ad un ottimo livello: le stratificazioni sonore sono complesse e il risultato non è mai banale.

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