Daniele Brusaschetto: Circonvoluzioni

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Ver Sacrum Due anni dopo Mezza luna piena, Daniele Brusaschetto torna a produrre un nuovo lavoro con la sua Bosco rec. Circonvoluzioni non è un disco per tutti, davvero. Certo inclassificabile, ostinatamente anti-pop, caparbiamente ostico, cocciutamente underground e sperimentale, quasi indicibile. Dieci tracce saturate di variazioni minimali, acide e cadenti, moderatamente elettriche, nebulosamente noise: dalle bizzarie pseudo-melodiche non troppo, sul serio, lontano da certi pezzi di Battisti- Panella di “Ego mangiato crudo” e “Ai bambini si mente”, alle cupezze meccaniche (post)industriali e ambient di “Il ruscello nella tazza” e “Animali esausti”, alle dissonanze basse e cascanti di “Se mi tocchi mi rompo”, al rumorismo industriale e oppressivo che vive in “Cimènt [Cemento]”, alle più correnti proposte ambient elettroniche della strumentale “Female”, alla squillante, cromata “Black Synthetic”, forse il pezzo migliore dell’intero lavoro, in cui l’autore torinese si avvicina a lidi minimamente più facili (?) e digeribili. E poi, ci sono i testi, in italiano, a contribuire ulteriormente a rendere arduo e a tratti respingente l’insieme: parole sicuramente ricercate e studiate, volutamente ardite, ermetiche, progettualmente quasi costantemente aritmiche, come linee spezzate. Impegnativo ed estenuante, da ascoltare a piccole dosi.

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