Death In June & Boyd Rice: Scorpion Wind

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Ver Sacrum Scorpion Wind, accreditato a Death In June & Boyd Rice in occasione della ristampa, rientra nella nefasta sequenza di collaborazioni che Douglas Pearce intraprese con l’uomo nero Boyd Rice, collaborazioni che segnarono il primo passo di Death In June verso il baratro creativo di lì a venire. L’album, più che alla produzione precedente della Morte in Giugno, è accostabile al sopravvalutato Music, Martini and Misanthropy, del quale eredita tutti i difetti. In soldoni, siamo di fronte alle solite declamazioni di Rice, sostenute da un tappeto musicale dalle venature pseudo lounge che si limitano a essere un contorno insipido. Ogni tanto qualche guizzo c’è, ma il minutaggio esteso e il tedioso recitare di mr Rice mettono a dura prova l’ascoltatore, che trova nelle inutili bonus track ulteriore motivo di sconforto. Pessima la nuova veste grafica.

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