Hollowblue: Stars are crashing (in my backyard)

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Ver Sacrum E’ senz’altro il lavoro della consacrazione questo secondo CD degli Hollowblue (ma primo vero “full length”), una delle band del panorama indie italiano di cui si parla di più al momento. Intanto i membri del gruppo hanno un curriculum di tutto rispetto, a partire da Gianluca Maria Sorace, vera “colonna portante” del progetto che era il cantante dei Tangomarziano, una formazione piuttosto nota in Toscana (e non solo). I lettori più affezionati di Ver Sacrum “rivista” potrebbero ricordarsi poi degli Esoteria e degli Under the Rose, due band dark/wave pisane in cui hanno rispettivamente militato Marco Calderisi (chitarra) e Federico Moi (batteria) degli Hollowblue. Per non parlare poi della schiera dei collaboratori che il gruppo ha scelto per questo disco, che include lo scrittore Dan Fante, Sarah Crespi, attualmente nei Kirlian Camera e per un certo periodo anche in formazione stabile con gli Hollowblue, e Lara Martelli, altro nome piuttosto noto della scena alternativa italica. Stars are crashing è davvero un lavoro pregevolissimo, una collezione di 12 episodi rock-indie di gusto spleen, malinconici e agrodolci anche nei momenti più marcatamente elettrici. All’ottima fattura dei brani si accompagnano degli arrangiamenti sapienti che, pur nella ricchezza dei suoni elaborati (oltre ai classici chitarre-basso-batteria ci sono violino, violoncello, pianoforte, tromba, etc.), non producono mai una sensazione di saturazione. Gli Hollowblue con le loro melodie estremamente dolci, la voce piena di pathos di Gianluca, il gusto per le ballate (“murder ballads” sarebbe meglio dire), sanno essere estremamente romantici senza essere stucchevoli: nei momenti giusti tirano poi fuori dei suoni di chitarra che “graffiano” nel modo giusto mentre l’impalcatura del suono è sostenuta da una base ritmica precisa e mai scontata. Gli interventi degli archi, soprattutto nei ritornelli dei pezzi, rafforzano ulteriormente l’architettura sonora della band con melodie di grande suggestione. Esemplare di questa descrizione è “Jodie Foster”, non a caso uno degli episodi che preferisco del disco: più atipica invece è un’altra delle mie canzoni preferite dell’album, ovvero “Tiger” l’episodio più “nervoso” della collezione e che ha tutte le carte in regola per sfondare come hit. Il gruppo ha in programma nel mese di aprile una manciata di date nel centro-nord Italia per dei concerti/reading insieme a Dan Fante. Se gli Hollowblue passano dalle vostre parti non lasciateveli scappare.

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